Istruzione parentale (homeschooling) in Italia: esami, obblighi e come funziona davvero
Guida completa sull'istruzione parentale in Italia: chi può farlo, come comunicarlo alla scuola, gli esami annuali e la strada verso il diploma.

- Diritto riconosciuto dalla legge italiana dal 1994
- Comunicazione preventiva annuale obbligatoria al dirigente
- Esame di idoneità ogni anno fino al biennio superiore
- 6/10 in ciascuna disciplina, senza compensazione tra materie
- Per il diploma: procedura del candidato esterno all'esame di Stato
In questa guida 7 sezioni
- L'istruzione parentale è un diritto, non una deroga
- Cosa fare concretamente: la comunicazione annuale
- Gli esami di idoneità: uno per anno, ogni anno
- Dal terzo anno delle superiori in poi: cosa cambia
- La procedura è uguale in tutta Italia
- FAQ — le domande che le famiglie fanno di più
- LaScuola360 può aiutare chi sceglie l'istruzione parentale?
Famiglie che scelgono di portare la scuola a casa — e cosa devono fare per farlo nel rispetto della legge.
Tuo figlio può studiare a casa invece di andare a scuola. Non è un vuoto normativo né una zona grigia: la legge italiana lo prevede esplicitamente, lo chiama istruzione parentale, e lo disciplina con regole chiare. Chiare però non significa semplici — ci sono adempimenti annuali, esami, scadenze e una procedura che vale la pena conoscere prima di decidere.
Stando ai dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito, nell'anno scolastico 2023/2024 erano 16.823 gli alunni in istruzione parentale in Italia, meno dello 0,2% del totale ma quasi il triplo rispetto ai circa 5.000 del 2018/2019. Il trend è chiaro: sempre più famiglie scelgono questa strada, spesso dopo la pandemia, per ragioni pedagogiche, familiari o di salute. Non è una scelta per tutti, ma chi la fa merita di capire esattamente cosa comporta.
Questo articolo non riguarda come prepararsi agli esami — quello lo trovate nell'approfondimento dedicato su come funziona l'esame di idoneità. Qui l'obiettivo è diverso: capire il quadro normativo, gli obblighi annuali e la strada verso il diploma finale.
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L'istruzione parentale è un diritto, non una deroga
In Italia il diritto di educare i propri figli in casa non è una concessione che lo Stato elargisce a chi ne fa richiesta. È sancito dall'art. 30 della Costituzione (i genitori hanno il dovere e il diritto di mantenere, istruire ed educare i figli) e disciplinato dall'art. 111 del DPR 297/1994 e dall'art. 23 del D.Lgs. 62/2017, la norma più recente e quella che oggi regola tutto il ciclo scolastico.
Il dirigente scolastico non autorizza l'istruzione parentale: ne prende atto. Non può chiedervi la laurea, il curriculum o la dichiarazione dei redditi. Le Linee guida del Ministero pubblicate nel dicembre 2025 lo dicono esplicitamente: le scuole non possono richiedere titoli di studio, ISEE o altri documenti non previsti dalla norma. I genitori presentano una dichiarazione di idoneità a provvedere all'istruzione del figlio, punto.
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Cosa fare concretamente: la comunicazione annuale
Ogni anno, prima dell'inizio delle iscrizioni scolastiche, i genitori che scelgono l'istruzione parentale devono presentare una comunicazione preventiva al dirigente scolastico della scuola del territorio di residenza di pari grado (scuola media se il figlio è alla secondaria di I grado, scuola superiore se è al biennio). Per l'anno scolastico 2026/2027 la scadenza era il 14 febbraio 2026 — il termine esatto lo fissa ogni anno il Ministero con le istruzioni per le iscrizioni online.
La comunicazione non è un modulo di due righe. Va allegato un progetto didattico-educativo coerente con le Indicazioni nazionali per il curricolo, che mostri come il figlio affronterà le materie dell'anno. Non servono documenti elaboratissimi, ma un progetto serio.
La scuola che riceve la comunicazione diventa la scuola vigilante: è responsabile di verificare che l'obbligo scolastico venga assolto. Ma il suo ruolo si esaurisce qui — non entra in casa vostra, non controlla le lezioni, aspetta l'esame di fine anno.
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Gli esami di idoneità: uno per anno, ogni anno
Questa è la parte su cui molte famiglie non hanno le idee chiare. Ogni anno scolastico, il figlio deve sostenere un esame di idoneità come candidato esterno, presso una scuola statale o paritaria di vostra scelta — che non abbia legami con eventuali corsi di preparazione seguiti. Non c'è modo di saltarlo né di accumulare anni e presentarsi ogni tre anni: uno per anno, senza eccezioni.
L'obbligo vale fino all'assolvimento dell'obbligo scolastico, cioè fino alla fine del secondo anno delle superiori. Dieci anni di istruzione in tutto, dalla prima elementare alla seconda superiore — questo dice la legge.
Come funziona l'esame:
La domanda va presentata entro il 30 aprile dell'anno scolastico in corso (termine fissato dal DM 218/2025, art. 3 c.1). La sessione si svolge prima dell'inizio delle lezioni del nuovo anno; la data precisa la fissa il dirigente della scuola prescelta — non esiste una data nazionale.
Il voto minimo per superare l'esame è 6/10 in ciascuna disciplina, non come media. Se tuo figlio prende 8 in italiano e 4 in matematica, l'esame non è superato. Non c'è compensazione tra materie. Se non lo supera, non esiste una sessione suppletiva: si aspetta l'anno successivo. Questo vale per tutte le classi, dalla prima elementare al biennio superiore.
Il programma segue le Indicazioni nazionali per la classe a cui il figlio aspira. Per capire nel dettaglio come organizzare la preparazione, leggete come funziona l'esame di idoneità e il ripasso specifico per l'esame di idoneità.
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Dal terzo anno delle superiori in poi: cosa cambia
Una volta che il figlio ha assolto l'obbligo scolastico — fine del secondo anno delle superiori — gli esami annuali di idoneità non sono più obbligatori per legge. Chi sceglie di proseguire l'istruzione parentale al terzo, quarto e quinto anno può farlo senza dover sostenere un esame ogni primavera.
Attenzione però: "niente esami annuali" non significa "niente obblighi". Chi vuole il diploma deve presentarsi all'esame di Stato come candidato esterno — la cosiddetta maturità da privatista. E per farlo deve rispettare tutti i requisiti previsti dall'OM 54/2026:
- licenza media conseguita da almeno tanti anni quanti il corso prescelto, oppure 19 anni compiuti entro l'anno solare;
- partecipazione alle prove INVALSI;
- attività di formazione scuola-lavoro (almeno 3/4 del monte ore previsto);
- superamento dell'esame preliminare.
Il diploma finale lo rilascia l'istituzione scolastica sede d'esame — un soggetto terzo, indipendente da qualsiasi percorso privato seguito. Per tutti i dettagli sulla procedura di iscrizione, leggete come presentare la domanda di maturità da candidato esterno e l'esame di maturità da privatista.
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Scopri il tuo percorsoLa procedura è uguale in tutta Italia
Non esistono differenze normative tra regioni. La disciplina è nazionale — D.Lgs. 62/2017, DM 218/2025, Linee guida MIM — e vale da Bolzano a Palermo. Gli USR (Uffici Scolastici Regionali) possono emettere circolari operative con moduli o recapiti utili, ma non possono modificare le regole.
In pratica: la scuola dell'obbligo del vostro comune riceverà la comunicazione annuale e organizzerà o vi indirizzerà verso la sede d'esame. Per i moduli specifici, la cosa più rapida è telefonare direttamente alla segreteria scolastica.
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FAQ — le domande che le famiglie fanno di più
I genitori devono avere un titolo di studio specifico per fare istruzione parentale? No. Le Linee guida MIM del dicembre 2025 vietano esplicitamente alle scuole di richiedere titoli di studio, curricula o ISEE. I genitori presentano una dichiarazione di idoneità e un progetto didattico, niente altro.
Quanto tempo si ha per preparare l'esame di idoneità? L'articolo 23 del D.Lgs. 62/2017 è consultabile su Normattiva e non fissa tempi di studio: dipende dalla preparazione del figlio e dall'anno scolastico. Evitate chiunque vi dica "bastano X mesi" — non esiste un numero valido per tutti.
Cosa succede se mio figlio non supera l'esame di idoneità? L'esame si svolge in una sola sessione per anno scolastico. Se non viene superato, si ripete l'anno successivo. Non ci sono sessioni suppletive o seconde opportunità nello stesso anno.
Posso fare istruzione parentale per recuperare anni scolastici? L'istruzione parentale non è un meccanismo di recupero accelerato. Un esame di idoneità vale per un solo anno scolastico: non è possibile presentarsi a più esami nello stesso anno per recuperare più anni insieme.
Dove trovo la documentazione ufficiale? Sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito trovate la pagina dedicata all'istruzione parentale con le Linee guida di dicembre 2025. Per il testo di legge, l'art. 23 del D.Lgs. 62/2017 è su Normattiva (link sopra).
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LaScuola360 può aiutare chi sceglie l'istruzione parentale?
Sì. Chi fa istruzione parentale e deve presentarsi ogni primavera all'esame di idoneità può scegliere di prepararsi con LaScuola360: un percorso strutturato, con tutor dedicati, che segue i programmi ministeriali classe per classe.
Non siamo la scuola che assegna il voto all'esame — quella è la scuola statale o paritaria che scegliete come sede. Siamo la struttura di preparazione. La garanzia "Promosso o Ripreparato" è prevista nei piani Plus e Max.
Se volete capire se fa al caso vostro, guardate i piani e i costi o contattate il team per una consulenza gratuita.



