Mio figlio è stato bocciato e ripete l'anno: come stargli vicino
Le decisioni di settembre sono prese. Adesso viene il tratto lungo: un anno scolastico con un figlio che ripete. Come parlargli, cosa organizzare, quando chiedere aiuto.

- Nell'anno scolastico 2024/25 non è stato ammesso alla classe successiva il 5,6% degli studenti delle superiori, l'8,6% al primo anno (dati MIM)
- Confronti con i compagni, rimproveri ripetuti e punizioni chiudono il dialogo: per le linee della Regione Emilia-Romagna vietare internet non solo è inefficace, ma aggrava l'isolamento
- Dal 2025/26 con 6 in condotta non si è più ammessi direttamente: nelle classi intermedie scatta la sospensione del giudizio con un elaborato di cittadinanza
In questa guida 7 sezioni
Tuo figlio sta ripetendo l'anno. Settembre è passato, le decisioni più urgenti sono prese. Adesso sei dentro qualcosa di più lungo: un anno scolastico intero con un figlio che torna nella stessa scuola, forse con gli stessi professori, ma in una classe diversa da quella dei suoi vecchi compagni. Qui parliamo di come stargli vicino in questi mesi senza peggiorare le cose per sbaglio.
Ripetere l'anno non è smettere di studiare
Un ragazzo che ripete l'anno è ancora dentro la scuola, e ha una possibilità concreta di andare avanti. Chi invece non vuole più studiare è in un'altra situazione e ha bisogno di risposte diverse: ne parliamo nell'articolo su un figlio che vuole smettere di studiare.
Secondo i dati del Ministero sugli esiti degli scrutini dell'anno scolastico 2024/25, alle superiori non è stato ammesso alla classe successiva il 5,6% degli studenti. Al primo anno la quota sale all'8,6%. Nei licei è il 3,1%, negli istituti tecnici l'8,1%, nei professionali il 9,2%. È una situazione più comune di quanto sembri, anche se in questo momento saperlo consola poco.
Come la famiglia accompagna quest'anno conta, e parecchio, per come lui lo vivrà.
Cosa vive il ragazzo
Ripetere porta con sé la sensazione di essere rimasto indietro rispetto ai coetanei. I compagni con cui ha diviso l'anno sono andati avanti, lui no. Il pensiero "loro sono in seconda, io sono ancora in prima" può diventare fisso.
A questo si aggiunge una pressione che a quell'età è già alta. Secondo l'indagine HBSC 2022 dell'Istituto Superiore di Sanità, a 11 anni circa la metà dei ragazzi si sente sotto pressione per il lavoro scolastico; tra le ragazze la quota arriva all'80% a 15 anni e lo supera a 17.
Un genitore non può cancellare questa sensazione. Però, senza volerlo, può aggravarla.
Come parlargli nelle prime settimane
Le prime settimane danno il tono a tutto l'anno. Le linee di indirizzo della Regione Emilia-Romagna sul ritiro sociale (allegato alla DGR 1016/2022), pensate per situazioni più gravi, invitano a ridurre le pressioni sul ragazzo. Nel concreto vuol dire evitare di paragonarlo ai compagni che sono andati avanti, di tornare più volte sulle cause della bocciatura con tono d'accusa, di trattare l'anno da ripetere come una punizione da scontare.
Aiuta di più lasciare spazio alla conversazione senza forzarla. Chiedergli come sta, e non solo come va a scuola, è già un modo diverso di cominciare. E sulle punizioni le stesse linee sono chiare: impedire l'accesso a internet "non solo è inefficace, ma aggrava l'isolamento".
Come organizzare l'anno da ripetere
Sul piano pratico ci sono alcune cose da tenere d'occhio.
Le assenze contano anche per chi ripete. Il DPR 122/2009, come modificato dal DPR 135/2025, stabilisce all'articolo 14 comma 7 che per la validità dell'anno serve la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato. Le assenze si contano in ore, non in giorni, e il limite concreto cambia da scuola a scuola perché dipende dal monte ore del corso. Esistono deroghe, per esempio per gravi motivi di salute documentati, ma non sono automatiche. Se tuo figlio ha già avuto problemi di frequenza, conviene controllare spesso il registro elettronico. E se il problema sono le ore saltate, trovi cosa fare nell'articolo su un figlio che salta le lezioni.
Le regole sulla condotta sono cambiate dall'anno scolastico 2025/26. Con la legge 150/2024 e il DPR 135/2025, per essere ammessi direttamente alla classe successiva serve un voto di comportamento superiore a 6. Con 6 esatto, nelle classi intermedie, scatta la sospensione del giudizio con un elaborato critico di cittadinanza. Come funziona la sospensione del giudizio lo spieghiamo nell'articolo sugli esami di settembre.
Un accordo su quando e dove si studia. Non serve un piano rigido. Una routine prevedibile però riduce i "dovresti studiare" sparsi durante la giornata, che di solito finiscono in una discussione.
Vuoi capire il tuo percorso verso il diploma?Te lo spieghiamo in una telefonata gratuita, con un piano concreto su misura.
Scopri il tuo percorsoIl rapporto con la scuola durante l'anno
C'è chi lascia tutto alla scuola e chi prova a controllare ogni voto. Tra i due estremi c'è una via di mezzo: farsi sentire con regolarità, senza aspettare che arrivino i problemi.
Il coordinatore di classe è il punto di contatto: è la persona a cui chiedere come sta andando, anche prima che ci siano segnali di difficoltà. Non serve aspettare i ricevimenti programmati, si può chiedere un colloquio quando serve. Per le superiori non c'è un numero di ore di ricevimento fissato a livello nazionale: ogni scuola ha il suo calendario, che si trova sul registro elettronico o in segreteria. Qualche consiglio su come preparare l'incontro è nell'articolo su come parlare con i professori.
Sulle assenze la scuola ha un obbligo preciso (CM 20/2011): a inizio anno deve comunicare il monte ore e il numero minimo di ore da frequentare, e prima degli scrutini deve dare alle famiglie informazioni aggiornate sulle assenze. Se non arriva nulla, puoi chiederle in segreteria.
Quando serve un aiuto in più
Dopo qualche mese alcuni segnali meritano attenzione. Le linee della Regione Emilia-Romagna indicano, tra gli altri, il rifiuto sempre più frequente di alzarsi la mattina, mal di testa o mal di pancia che compaiono soprattutto nei giorni di scuola, l'abbandono di attività sociali e sportive che prima faceva, il ritmo sonno-veglia che si inverte. Per chi ripete aggiungiamo il confronto continuo con i compagni dell'anno prima e un rendimento che cala anche rispetto all'anno precedente.
Se compare uno di questi segnali e non passa, parlane con il coordinatore e con il pediatra, senza aspettare la fine dell'anno. Quando il problema diventa andare a scuola in sé, trovi le indicazioni sanitarie e i servizi a cui rivolgerti in quando un figlio non vuole più andare a scuola.
Un'informazione scolastica utile da avere
Accanto alla ripetenza esiste anche un'altra strada scolastica, che molte famiglie non conoscono: l'esame di idoneità. Secondo il DM 218/2025 permette di recuperare al massimo due anni di corso nello stesso anno scolastico, con una sessione che si chiude prima dell'inizio delle lezioni. È una scelta da valutare per motivi scolastici, con i tempi e le regole della scuola: non è una risposta al malessere di un ragazzo. Per chi oggi frequenta come ripetente, le condizioni per accedervi vanno chiarite con la scuola.
LaScuola360 accompagna gli studenti nella preparazione a questi esami. Il titolo lo rilascia l'istituto scolastico sede d'esame, soggetto terzo rispetto a noi, senza legami di gestione né comunanza di interessi.
Se vuoi capire come funziona, puoi partire dalla guida completa al recupero anni scolastici, guardare i percorsi e i prezzi o chiedere una consulenza gratuita.
Domande frequenti
Mio figlio ha preso 6 in condotta. Viene promosso lo stesso?
Non direttamente. Dall'anno scolastico 2025/26, per l'ammissione diretta serve un voto di comportamento superiore a 6. Con 6, nelle classi intermedie, il giudizio viene sospeso e si deve svolgere un elaborato critico di cittadinanza (legge 150/2024 e DPR 135/2025). Per i dettagli sul caso di tuo figlio, il riferimento è il consiglio di classe.
Quante volte si può ripetere lo stesso anno?
Il Testo unico della scuola (d.lgs. 297/1994, articolo 192 comma 4) dice che la stessa classe si può frequentare soltanto per due anni. In casi assolutamente eccezionali, su proposta del consiglio di classe, il collegio dei docenti può consentire con una delibera motivata l'iscrizione per un terzo anno. Per capire cosa vale nella situazione di tuo figlio, parlane con il coordinatore.
Come posso seguire le assenze di mio figlio?
Molte scuole usano il registro elettronico, dove le assenze si vedono giorno per giorno. In ogni caso la scuola deve comunicare a inizio anno il monte ore e il minimo di frequenza, e aggiornare le famiglie prima degli scrutini (CM 20/2011). Se non ricevi nulla, chiedi in segreteria.
Con chi parlo se vedo che l'anno sta andando male?
Prima di tutto con il coordinatore di classe, per capire cosa succede a scuola e in quali materie. Se vedi segnali di malessere che durano, anche con il pediatra. Le scelte sul percorso scolastico vengono dopo, e vanno fatte con calma, insieme a lui.
---
Fonti: MIM, dati sugli esiti degli scrutini dell'a.s. 2024/25 (Anagrafe Nazionale Studenti); DPR 122/2009 come modificato dal DPR 135/2025 (Normattiva); d.lgs. 297/1994, art. 192 (Normattiva); CM 20 del 4 marzo 2011 (MIM); HBSC Italia 2022, Istituto Superiore di Sanità; Linee di indirizzo regionali sul ritiro sociale, DGR 1016/2022 — Regione Emilia-Romagna.



