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Esami e normativa

Crediti scolastici maturità: come funzionano, quanto valgono, come si calcolano

I crediti scolastici valgono fino a 40 punti su 100 alla maturità: ecco come li assegna il consiglio di classe, come funzionano per i privatisti e cosa cambia nel 2026.

Crediti scolastici maturità: come funzionano, quanto valgono, come si calcolano
In questa guida 4 sezioni
  1. Come funzionano i crediti scolastici
  2. Come si arriva al voto finale: i 100 punti
  3. I crediti per i candidati privatisti
  4. La riforma 2025 ha cambiato qualcosa sui crediti?

C'è un errore che molti studenti fanno quando pensano alla maturità: credono che i voti degli anni precedenti non contino, o contino poco. La verità è l'opposto. Quaranta punti su cento — il 40% del voto finale — dipendono dal percorso fatto nel triennio, prima ancora di entrare in aula d'esame. Si chiamano crediti scolastici, e sono la somma di quello che il consiglio di classe ha valutato anno per anno al momento degli scrutini.

Un'altra credenza diffusa riguarda i numeri: alcuni siti citano ancora il vecchio sistema, dove i crediti arrivavano a 25 punti. Quel sistema non esiste più dal 2017. Dal Decreto Legislativo 62/2017 in poi il massimo è 40, e l'Ordinanza Ministeriale 54 del 2026 — che governa l'esame di maturità di quest'anno — lo conferma senza modifiche. La riforma del 2025, di cui si parla molto, ha cambiato altre cose: i crediti scolastici non li ha toccati.

Come funzionano i crediti scolastici

Il meccanismo è semplice nella logica, anche se ha qualche dettaglio tecnico da conoscere.

Il consiglio di classe assegna i crediti in sede di scrutinio finale, alla fine di ogni anno del triennio. Non è la commissione d'esame a farlo, non è il preside: è il consiglio di classe, con i tuoi professori, mentre decide se promuoverti o meno. Questo vale per il terzo anno, per il quarto e per il quinto.

I punti disponibili non sono gli stessi ogni anno. Il terzo anno vale al massimo 12 punti, il quarto al massimo 13, il quinto al massimo 15. Il totale massimo è 40. Questa distribuzione non è casuale: l'anno conclusivo pesa di più, perché è il più recente e il più direttamente collegato all'esame.

Dentro ogni anno, quanto credito ricevi dipende dalla tua media dei voti. La legge (Allegato A al D.Lgs. 62/2017, non modificato dalla riforma 2025) prevede delle fasce: a seconda di dove cade la tua media, sei in un intervallo di punti possibili. Una media più alta corrisponde a una fascia più alta. Dentro quella fascia, però, c'è un margine. Il consiglio di classe può collocarti al minimo o al massimo della banda, e per farlo guarda anche altre cose: il comportamento, l'impegno, la partecipazione ad attività extracurricolari riconosciute dalla scuola.

Un dettaglio che in pochi conoscono: anche il docente di Religione Cattolica e il docente dell'attività alternativa partecipano alle deliberazioni del consiglio di classe «a pieno titolo», come dice testualmente l'OM 54/2026 (art. 11 c.2). Non in veste solo consultiva: a pieno titolo. Il voto o la valutazione di queste discipline entra nella media e contribuisce a determinare la fascia di credito.

Come si arriva al voto finale: i 100 punti

Vale la pena vedere il quadro completo, perché capire il peso dei crediti significa capire come si costruisce il voto finale.

Il conto è questo: 40 punti di credito scolastico, più 20 dalla prima prova scritta (italiano), più 20 dalla seconda prova scritta (la disciplina caratterizzante del tuo indirizzo), più 20 dal colloquio orale. Totale: 100. L'OM 54/2026 lo stabilisce all'art. 28 c.2 in modo preciso.

Per superare l'esame serve almeno 60 su 100.

C'è poi la possibilità del bonus integrativo. Se arrivi alla fine delle prove con un punteggio totale di almeno 90 punti, la commissione può attribuire fino a 3 punti aggiuntivi. Lo fa «motivatamente», cioè non è automatico, e il punteggio che compare sul diploma non può superare 100 — anche se con il bonus si arrivasse a 103, il diploma riporta 100. Questo bonus è stato leggermente modificato dalla riforma del 2025 (D.L. 127/2025 convertito in L. 164/2025), ma il meccanismo di base resta quello.

Per la lode, le condizioni sono quattro e devono ricorrere tutte insieme: 100 punti raggiunti senza usare il bonus integrativo, credito scolastico al massimo della banda attribuito all'unanimità dal consiglio di classe, punteggio massimo nelle prove d'esame, deliberazione unanime della commissione. È una soglia alta, pensata per i casi eccezionali.

Il colloquio, ricorda, si svolge su quattro discipline — non cinque come in passato, perché la riforma 2025 ha cambiato proprio questo. Per sapere quali discipline riguardano il tuo indirizzo, leggi la guida al colloquio orale della maturità, che le elenca in dettaglio.

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I crediti per i candidati privatisti

Qui c'è la parte tecnica più importante, e anche quella più spesso raccontata male — sia online che nelle segreterie scolastiche.

Se sei un candidato esterno, il tuo credito scolastico non lo assegna la commissione d'esame di maturità. Lo assegna il consiglio di classe dell'istituto davanti al quale sostieni l'esame preliminare. Questo è scritto all'art. 11 c.7 dell'OM 54/2026, senza ambiguità: «il credito scolastico è attribuito dal consiglio di classe davanti al quale è sostenuto l'esame preliminare, sulla base della documentazione del curriculum scolastico e dei risultati delle prove preliminari».

L'esame preliminare è una prova che i candidati esterni sostengono prima dell'esame di maturità vero e proprio, davanti alla scuola che li accoglierà come sede d'esame. È quel consiglio di classe — non la commissione che poi ti esamina sulla maturità — a decidere quanti punti di credito ti spettano.

Per chi studia con LaScuola360, questo significa che la sede d'esame è l'istituto scolastico convenzionato: un soggetto terzo, del tutto indipendente da LaScuola360. Il titolo di diploma lo rilascia quell'istituto, e il credito lo assegna il suo consiglio di classe sulla base del tuo curriculum e dei risultati dell'esame preliminare.

Per approfondire come funziona il percorso del candidato esterno nella sua interezza, puoi leggere come sostenere la maturità da privatista e la guida su come presentare la domanda di ammissione da candidato esterno.

La riforma 2025 ha cambiato qualcosa sui crediti?

No. È il punto che crea più confusione online.

La Legge 164/2025 (ex D.L. 127/2025) ha modificato due cose che riguardano la maturità: le discipline del colloquio (da cinque a quattro) e le modalità del bonus integrativo. Non ha toccato i 40 punti dei crediti scolastici, né la distribuzione 12+13+15, né la tabella delle fasce creditizie dell'Allegato A al D.Lgs. 62/2017.

Su alcuni siti — e anche in qualche forum studentesco — circola l'idea che la riforma abbia portato i crediti a 45 punti. È falso. L'OM 54/2026 all'art. 11 c.1 è cristallino: «fino a un massimo di quaranta punti, di cui dodici per il terzo anno, tredici per il quarto anno e quindici per il quinto anno». Testo immutato rispetto agli anni precedenti.

Il modo per capire cosa è cambiato davvero è leggere direttamente l'Ordinanza Ministeriale 54 del 2026 sul sito del Ministero dell'Istruzione.0000054.26-03-2026.pdf) e il D.Lgs. 62/2017 su Normattiva, dove trovi anche la tabella completa delle fasce creditizie (Allegato A).

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