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Esami e normativa

Candidato esterno: come si presenta la domanda di maturità

Candidato esterno: come si presenta la domanda di maturità

In breve

  • La domanda del candidato esterno si presenta all'Ufficio scolastico regionale, non alla scuola, con una procedura online sul portale del Ministero (regola dell'ordinanza sull'esame 2025/2026)
  • Le date della finestra le fissa ogni anno una nota ministeriale: per l'esame 2026 andava dal 12 novembre al 12 dicembre 2025, per l'esame 2027 la nota è attesa in autunno 2026
  • Non dipendono dalla nota annuale il 15 marzo per chi lascia l'ultimo anno (d.lgs 62/2017) e la finestra 30 marzo / 20 aprile per integrare le ore di formazione scuola-lavoro (DM 226/2024)

Del tuo esame, oggi, si sa con certezza una cosa: la prima prova scritta della maturità 2027 è fissata per mercoledì 16 giugno 2027, alle 8.30, dall'ordinanza sul calendario pubblicata a giugno 2026. Il resto, a partire dalla finestra per la domanda, arriva in autunno. La parte della pratica che richiede più tempo, però, puoi prepararla adesso.

Questa guida sta sul procedimento. Per il quadro generale c'è la guida completa alla maturità da privatista: "candidato esterno" e "privatista" indicano la stessa cosa.

La domanda si presenta alla scuola o all'Ufficio scolastico regionale?

È il malinteso numero uno. Chi frequenta l'ultimo anno consegna la domanda al dirigente della propria scuola. Il candidato esterno no: la sua va all'Ufficio scolastico regionale (l'articolazione del Ministero che governa le scuole della tua regione, in sigla USR) della regione in cui risiede, con una procedura informatizzata sul portale ministeriale dedicato ai candidati esterni. Si entra con SPID, CIE o eIDAS, l'identità digitale europea; per un candidato minorenne accede il genitore o chi esercita la responsabilità genitoriale. Alla scuola, in questa fase, non scrivi nulla: entra in gioco quando l'USR ti avrà assegnato una sede.

Chi può presentare la domanda da candidato esterno?

I requisiti sono alternativi, te ne basta uno:

  • 19 anni compiuti entro l'anno solare dell'esame, con l'obbligo di istruzione assolto;
  • licenza media conseguita da almeno tanti anni quanti dura il corso scelto (cinque per la maturità), a qualsiasi età;
  • un titolo già conseguito al termine di un percorso di secondo grado almeno quadriennale, oppure il diploma professionale di tecnico;
  • aver cessato la frequenza dell'ultimo anno prima del 15 marzo dell'anno d'esame.

Il requisito dei "23 anni" non esiste, né nell'ordinanza né nella legge: il pezzo sulla maturità da privatista spiega da dove nasce l'equivoco. Vale la pena conoscere anche la regola per chi frequenta una classe intermedia: pure a 19 anni compiuti bisogna aver interrotto la frequenza prima del 15 marzo.

Occhio anche all'indirizzo, perché lì l'errore si fa a monte: l'ordinanza esclude i candidati esterni dai corsi quadriennali, dai percorsi di secondo livello per adulti (i serali, dove si entra come interni), dagli indirizzi non ancora regolamentati e dalle sezioni EsaBac. E chi un diploma ce l'ha già non può ripetere l'esame per la stessa tipologia o indirizzo.

Quali date sono già certe e quali si stanno ancora aspettando?

Una parte del calendario sta in norme permanenti, un'altra viene rifissata ogni anno: distinguerle è ciò che ti permette di muoverti già oggi.

Non cambia da un anno all'altro:

  • il 15 marzo per chi lascia le lezioni dell'ultimo anno: sta nella legge, l'articolo 14 del d.lgs 62/2017. Per le classi intermedie la stessa data la ribadisce ogni anno l'ordinanza: si ripete identica, ma tecnicamente arriva da lì;
  • la finestra 30 marzo / 20 aprile per integrare le esperienze di formazione scuola-lavoro, fissata da un decreto del 2024 che non indica un anno;
  • il parere del consiglio di classe sulle tue attività, comunicato almeno quindici giorni prima dell'esame preliminare;
  • il monte ore da coprire, pari ad almeno tre quarti di quello previsto dal tuo percorso di studi.

Dipendono dalla nota ministeriale annuale, che di solito arriva in autunno: apertura e chiusura della finestra, termine per le domande in ritardo, termine per chi interrompe la frequenza in corso d'anno. Anche il preliminare l'ordinanza lo colloca ogni anno "di norma" a maggio, non oltre il termine delle lezioni.

Per l'esame 2026 la finestra andava dal 12 novembre al 12 dicembre 2025, le domande in ritardo si accettavano fino al 2 febbraio 2026, chi si ritirava aveva tempo fino al 24 marzo 2026. Da un anno all'altro lo scostamento è di pochi giorni, ma finché la nota non esce nessuna data del 2027 è ufficiale.

Come si compila la domanda, e quali documenti servono?

Dopo l'abilitazione al servizio il modulo si apre in cinque sezioni collegate, da compilare nell'ordine: Dati candidato, Dati Esame, Dati Scuola, Documenti, Conclusione. Ogni "Salva e Continua" la mette in stato "In lavorazione": puoi riprenderla più tardi.

In Dati Esame indichi anno e tipo del titolo che possiedi, ne carichi il file e scegli l'indirizzo ministeriale d'esame, quello con il codice (per esempio "L04 - LINGUISTICO"). Occhio al dettaglio che fa perdere allegati: dopo aver scelto il file bisogna premere Carica. In Dati Scuola dichiari anche le lingue straniere (la prima è obbligatoria) e, per i professionali, fino a tre codici ATECO: negli indirizzi in cui la materia caratterizzante è una lingua straniera, l'ordinanza impone che quelle dichiarate coincidano con quelle della classe assegnata.

Gli allegati obbligatori sono il documento di riconoscimento, la dichiarazione sostitutiva per i requisiti di ammissione, i documenti della formazione scuola-lavoro e, solo se hai pagato la tassa fuori dal servizio, la ricevuta. Per la scuola-lavoro puoi caricare un PDF fino a 5 MB oppure uno ZIP fino a 8 MB di soli PDF. Il facsimile cartaceo allegato alla nota, che circola come "il modulo da scaricare", vale solo per casi specifici come i candidati detenuti.

Sull'ultimo passaggio conviene fermarsi un momento: la piattaforma avvisa in maiuscolo che la domanda inoltrata non si modifica e non si cancella. Se ne può inviare una sola.

Chi decide in quale scuola farai l'esame?

Non tu, ed è meglio saperlo prima. Puoi indicare fino a tre istituzioni scolastiche (la prima obbligatoria, le altre nella stessa regione), ma sono preferenze non vincolanti: assegna l'USR.

Il criterio è territoriale e scende a gradini: prima le scuole del comune di residenza che hanno attivo l'indirizzo scelto, poi la provincia, poi la regione. Sopra a tutto stanno due limiti di capienza: gli esterni non possono superare il 50% degli interni e a ogni commissione non si associano più di trentacinque candidati. Ecco perché la sede può non essere quella richiesta: la guida ministeriale precisa che lo stato "Approvata" riguarda l'assegnazione a una scuola anche diversa da quella scelta. Lì sosterrai anche l'esame preliminare, davanti al consiglio della classe collegata alla tua commissione.

Si può chiedere una scuola fuori dal proprio comune?

Sì, ma è una deroga e va motivata. Restando nella stessa regione si presenta all'USR una richiesta con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, indicando comune, istituto e indirizzo: le situazioni ammesse sono quelle connotate, dice la nota, da assoluta gravità ed eccezionalità. Per un'altra regione la richiesta va all'USR di residenza, che se la valuta positivamente trasmette l'autorizzazione a quello di destinazione.

Su un punto le due fonti ministeriali operative divergono: le FAQ del servizio spiegano che, se il tuo indirizzo non è attivo in nessuna scuola del tuo comune, puoi indicarne una altrove senza dichiarazioni; la guida della piattaforma la chiede per qualunque scelta fuori dal comune. Nel dubbio, allegala: una dichiarazione in più non fa danni, una in meno può farti tornare indietro la domanda.

Perché la sede d'esame non può essere una paritaria dello stesso gestore?

Questa regola viene raccontata male quasi sempre, quindi la riportiamo alla lettera dall'ordinanza sull'esame di Stato (OM 54/2026, art. 6 c. 2): "Ai candidati esterni che hanno compiuto il percorso formativo in scuole non statali e non paritarie o in corsi di preparazione, comunque denominati, è fatto divieto di sostenere l'esame in istituzioni scolastiche paritarie che dipendono dallo stesso gestore o da altro gestore avente comunanza di interessi."

Non ti impedisce di prepararti con un corso privato: quello è del tutto legittimo. Ti impedisce di sostenere l'esame in una paritaria che dipenda dallo stesso gestore del corso, o da un gestore con comunanza di interessi.

Come si documenta la formazione scuola-lavoro?

È il collo di bottiglia vero della pratica, e va iniziato mesi prima: l'ammissione è subordinata alle prove INVALSI e ad attività assimilabili alla formazione scuola-lavoro per almeno tre quarti del monte ore.

Il lavoro vero conta: dipendente o autonomo, in Italia o all'estero, e anche volontariato, stage, tirocinio e apprendistato. Il decreto che le disciplina (del 2024, che le chiama ancora PCTO) pone due condizioni: le attività non devono essere "meramente esecutive" e devono servire ad acquisire competenze. Il giudizio finale è del consiglio di classe della scuola assegnata, che le valuta anche in termini quantitativi e di competenze. Se stai già lavorando, guarda il pezzo su come si fa a riprendere a studiare da adulti.

La forma conta quanto la sostanza: serve una dichiarazione del datore di lavoro o del responsabile della struttura ospitante, con tipologia dell'attività, durata, dati del soggetto ospitante, funzioni svolte, competenze acquisite e il rispetto delle norme su contributi e sicurezza. Per le pubbliche amministrazioni basta l'autocertificazione.

Se al momento della domanda non hai ancora completato le ore non sei fuori: puoi integrare con le esperienze svolte fino al 30 marzo dell'anno d'esame, depositando la documentazione entro e non oltre il 20 aprile alla scuola assegnata. E il consiglio di classe esprime un parere sulle esperienze svolte in precedenti anni scolastici conclusi positivamente, comunicandolo almeno quindici giorni prima del preliminare: se da lì risultano ore insufficienti, il candidato non è ammesso all'esame preliminare. Non è "andare male al preliminare", è restare fuori dal preliminare.

Cosa significano gli stati della domanda?

Le etichette del servizio e quelle della guida ministeriale non coincidono sempre: qui trovi entrambe.

| Stato | Cosa vuol dire | |---|---| | In lavorazione | Creata e registrata ma non ancora inoltrata: puoi modificarla o cancellarla. | | Inoltrata | Inviata all'USR della tua regione di residenza. | | Inoltrata alla regione scelta | L'USR di residenza l'ha trasmessa a quello di un'altra regione che avevi indicato. | | Richiesta Restituzione | Hai chiesto tu la restituzione per correggere o integrare dati (voce della legenda a schermo). | | Restituita al candidato (a schermo: Restituita) | L'USR te l'ha rimandata per integrazioni o correzioni: è la finestra per rimediare. | | Rifiutata (a schermo può comparire come Non accettata) | Giudicata inammissibile: non avrà più alcun seguito. | | Approvata | L'USR ha approvato l'assegnazione a una scuola, anche diversa da quella scelta. | | Cancellata | Si può visualizzare, stampare e ripristinare, ma solo se non ne esiste un'altra. |

Nell'area riservata vedi sempre lo stato della domanda e, a verifica conclusa, la sede assegnata.

Quanto si paga per presentare la domanda?

La tassa erariale d'esame è di 12,09 euro, non rateizzabile, e si versa al momento della domanda. Il modo più semplice è farlo dentro il servizio con PagoPA: così non allegi ricevute, il sistema verifica da solo. Se paghi fuori dalla piattaforma, coordinate e causale sono nelle FAQ ministeriali e cambiano ogni anno: prendile da lì il giorno in cui paghi e allega la ricevuta. Presentare la domanda non costa altro.

C'è poi un contributo alla scuola sede d'esame, ma non è dovuto sempre: la nota ministeriale in vigore lo prevede esclusivamente per chi sostiene esami con prove pratiche di laboratorio, lo fa deliberare dal consiglio d'istituto sui costi effettivi e ne prevede la restituzione se quelle prove in laboratorio non si fanno. Esistono anche esenzioni dalle tasse scolastiche: per merito, per alcune categorie e per reddito, con esonero totale fino a 20.000 € di ISEE. Il Ministero le riferisce però alla frequenza del quarto e quinto anno: come si applichino al tuo caso di candidato esterno va chiesto alla segreteria della scuola assegnata.

Quali passaggi conviene presidiare?

Su alcuni punti le fonti sono esplicite. Le domande in ritardo si prendono in considerazione solo per gravi e documentati motivi, e a valutare è l'USR. Chi non arriva ai tre quarti del monte ore non è ammesso al preliminare. E una domanda giudicata inammissibile, dice la guida della piattaforma, non avrà più alcun seguito.

Sono previsti anche dei rientri. Se la domanda torna in stato "Restituita" hai una finestra per integrarla o correggerla. Il dirigente della scuola sede d'esame verifica domanda e allegati e, dove serve, invita a perfezionarla prima che si configurino le commissioni: tieni d'occhio le sue comunicazioni, perché dopo è tardi. E la nota distingue esplicitamente tra irregolarità sanabili e non sanabili.

Se poi non vieni ammesso all'esame, il consiglio di classe o la commissione può riconoscerti l'idoneità all'ultima classe o a una precedente: quel lavoro resta certificato, come spieghiamo nel pezzo sull'esame di idoneità.

Cosa puoi fare da qui all'autunno?

Scegli l'indirizzo, fai il punto sugli anni per cui non hai promozioni o idoneità, raccogli la documentazione della formazione scuola-lavoro (la più lenta ad arrivare) e verifica che SPID o CIE funzionino. Quando la nota esce resta solo da compilare e inoltrare.

Come lavoriamo noi

Se stai valutando di farti accompagnare: quello che facciamo è preparare all'esame, con piano di studio sulle materie scoperte, tutor e scadenze gestite insieme a te. Il 97% dei nostri studenti viene promosso, con la garanzia "Promosso o Ripreparato" (prevista nei piani Plus e Max). LaScuola360 prepara agli esami; il titolo di studio lo rilascia l'istituto scolastico sede d'esame, che è un soggetto terzo rispetto a noi, senza legami di gestione né comunanza di interessi. Le sedi in cui i nostri studenti sostengono gli esami di idoneità sono pubbliche; per la maturità da candidato esterno, invece, la sede la assegna l'USR e nessuno può promettertela in anticipo. Una consulenza gratuita serve a mettere in fila gli anni scoperti e le scadenze. E se non hai ancora deciso quanti anni recuperare, parti dalla guida al recupero degli anni scolastici.

Informazioni aggiornate al 30 luglio 2026. Le date della finestra per la domanda dell'esame 2027 dipendono da una nota ministeriale non ancora pubblicata: aggiorneremo questa guida appena esce.

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Domande frequenti

La domanda si presenta alla scuola dove voglio fare l'esame?

No. Va all'Ufficio scolastico regionale della regione in cui risiedi, online sul portale del Ministero. Sarà l'USR ad assegnarti una scuola.

Posso scegliere io la scuola sede d'esame?

Fino a tre preferenze, la prima obbligatoria e le altre nella stessa regione. Non sono vincolanti: assegna l'USR, secondo il criterio territoriale e la capienza delle commissioni.

Ho già un diploma: posso prenderne un altro da candidato esterno?

Sì, purché di tipologia o indirizzo diverso: non è consentito ripetere un esame già superato per la stessa tipologia, indirizzo, articolazione o opzione.

Ho inoltrato la domanda con un dato sbagliato: posso correggerla?

Non dalla piattaforma: una volta inoltrata non si modifica né si cancella. Restano due strade previste: la restituzione da parte dell'USR e l'invito a perfezionarla da parte della scuola assegnata.

Il lavoro che ho già fatto vale come formazione scuola-lavoro?

Può valere: lavoro dipendente o autonomo, anche all'estero, volontariato, stage, tirocinio, apprendistato, purché non siano attività meramente esecutive e siano servite ad acquisire competenze. A valutarle è il consiglio di classe della scuola assegnata.

Cosa succede se non completo le ore in tempo?

Puoi integrare con le esperienze svolte fino al 30 marzo dell'anno d'esame, consegnando la documentazione entro il 20 aprile alla scuola assegnata. Se il parere del consiglio di classe rileva ore insufficienti, non si è ammessi al preliminare.

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