Smartphone a scuola: la nuova norma, le sanzioni e come parlarne con tuo figlio
Dal 2025/26 il divieto di cellulare vale per tutte le scuole italiane. Ecco cosa cambia in concreto e come affrontarlo con i figli.

In questa guida 6 sezioni
- A quale scuola va tuo figlio? La norma cambia per anno di entrata in vigore
- In concreto: cosa succede se tuo figlio usa il telefono in classe?
- Le eccezioni: quando il cellulare a scuola è permesso
- Come gestisce il telefono la tua scuola?
- Come parlarne con tuo figlio
- Il divieto e il voto in condotta: il collegamento indiretto
Dall'a.s. 2025/2026 il cellulare a scuola è vietato per tutti gli studenti italiani, dalla materna alle superiori. Per chi ha figli al primo ciclo la regola era già operativa dall'anno scolastico precedente, ma per le famiglie con ragazzi alle superiori quest'anno è la prima volta che entra davvero in gioco. Questo articolo spiega come funziona il divieto, cosa succede se viene ignorato e come affrontare il tema con tuo figlio senza farne uno scontro.
A quale scuola va tuo figlio? La norma cambia per anno di entrata in vigore
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha agito in due tempi separati.
Con la Nota ministeriale n. 5274 dell'11 luglio 2024 ha disposto il divieto di utilizzo dello smartphone in classe per gli alunni dalla scuola dell'infanzia fino alla secondaria di primo grado (medie incluse), a partire dall'a.s. 2024/2025. Il testo precisa che il divieto vale "anche a fini educativi e didattici": in altre parole, non riguarda solo l'uso personale ma anche quello didattico, salvo eccezioni.
L'anno successivo, con la Circolare ministeriale n. 3392 del 16 giugno 2025, il divieto è stato esteso alle secondarie di secondo grado (superiori), a partire dall'a.s. 2025/2026. Qui la restrizione è più ampia: il cellulare non può essere usato non solo durante le lezioni, ma "più in generale in orario scolastico".
| Grado scolastico | Dispositivo normativo | In vigore dall'anno | |---|---|---| | Scuola dell'infanzia | Nota MIM 5274/2024 | A.S. 2024/2025 | | Scuola primaria (elementari) | Nota MIM 5274/2024 | A.S. 2024/2025 | | Secondaria di I grado (medie) | Nota MIM 5274/2024 | A.S. 2024/2025 | | Secondaria di II grado (superiori) | Circolare MIM 3392/2025 | A.S. 2025/2026 |
Un chiarimento utile: questi sono atti amministrativi ministeriali (note e circolari), non leggi parlamentari. Vincolano le scuole a recepire le disposizioni nei propri regolamenti interni, ma sono distinti da una legge approvata dal Parlamento.
In concreto: cosa succede se tuo figlio usa il telefono in classe?
In rete circolano cifre su "multa di X euro" o "sanzione ai genitori". Quelle cifre sono inventate.
Le circolari ministeriali non fissano sanzioni specifiche e uniformi a livello nazionale. Dicono che ogni scuola deve prevedere "specifiche sanzioni disciplinari" nel proprio regolamento, nell'ambito dei poteri disciplinari scolastici previsti dallo Statuto degli studenti. Le misure più comuni nei regolamenti d'istituto sono:
- Ritiro temporaneo del cellulare da parte del docente
- Nota disciplinare sul registro
- Convocazione del genitore
- Sospensione dalle lezioni per violazioni reiterate
Non esistono sanzioni pecuniarie (multe) per gli studenti, né sanzioni penali, né sanzioni dirette ai genitori. Quello che varia da scuola a scuola è la severità delle misure disciplinari interne.
C'è però un effetto indiretto da tenere a mente. Con la riforma della valutazione del comportamento introdotta dalla Legge 1 ottobre 2024, n. 150, un voto di condotta di 6 in decimi non significa più "ammesso con riserva". Da quest'anno comporta una sospensione con elaborato critico di cittadinanza, e un voto inferiore a 6 porta alla non ammissione alla classe successiva. Le violazioni reiterate del regolamento scolastico, incluso l'uso del cellulare, possono concorrere al giudizio complessivo di condotta. Una singola nota non è decisiva: conta il quadro complessivo del comportamento nel tempo.
Le eccezioni: quando il cellulare a scuola è permesso
Sia la nota 5274/2024 sia la circolare 3392/2025 prevedono eccezioni esplicite:
- Piano Educativo Individualizzato (PEI): se lo smartphone è previsto come supporto per un alunno con disabilità, il divieto non si applica.
- Piano Didattico Personalizzato (PDP): stessa eccezione per gli studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA).
- Necessità mediche documentate: il chiarimento ministeriale del 2023 cita i casi in cui il dispositivo è "indispensabile" perché collegato a strumenti salvavita. L'esempio citato è quello degli studenti diabetici che monitorano la glicemia tramite un'app.
- Indirizzi tecnici informatica/telecomunicazioni (solo superiori): la circolare 3392/2025 prevede un'eccezione per gli istituti tecnici del settore tecnologico dedicati all'informatica e alle telecomunicazioni, quando l'uso dello smartphone è "strettamente funzionale all'efficace svolgimento dell'attività didattica". Questa eccezione non scatta automaticamente: la scuola deve averla prevista nel proprio progetto formativo.
Se tuo figlio rientra in una di queste categorie e la scuola non ha ancora aggiornato il regolamento, conviene verificarlo direttamente con il dirigente scolastico.
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Dal monitoraggio condotto dal Ministero sulle scuole secondarie nell'a.s. 2025/2026, il 72,9% degli istituti ha già recepito il divieto sia nel regolamento sia nel patto educativo. Il 17% lo ha inserito solo nel regolamento, il 7,5% è ancora in fase di aggiornamento.
Sul piano pratico, il 64,2% delle scuole prevede la custodia del telefono nello zaino durante le ore scolastiche, il 25,5% usa contenitori dedicati in aula. Solo il 5,5% chiede la consegna all'ingresso.
C'è ancora disomogeneità nell'applicazione. Tuo figlio potrebbe vivere una situazione diversa da quella di un suo coetaneo in un'altra scuola. Sapere come funziona nell'istituto specifico, leggendo il regolamento aggiornato, è il primo passo concreto.
Come parlarne con tuo figlio
Spiegare la regola come una questione di autorità da rispettare ("lo dice il Ministero") raramente porta da qualche parte con un adolescente. Funziona meglio ragionare insieme su cosa cambia in concreto nella sua giornata scolastica.
Alcune domande che aprono la conversazione:
- "Come gestisce la tua scuola il telefono? Hai letto il regolamento?"
- "Ci sono situazioni in cui ti manca avere il telefono? Come pensi di risolverle?"
- "Sai a chi devi parlare se hai un'esigenza specifica, per esempio per un motivo medico o scolastico documentato?"
L'obiettivo è che tuo figlio capisca dove sono i confini, quali sono le eccezioni reali e cosa succede se viola la regola in modo ripetuto. Un ragazzo che conosce le regole dell'ambiente che frequenta ha meno probabilità di trovarsi in situazioni spiacevoli, e anche il genitore ha meno brutte sorprese.
Se noti che tuo figlio sta reagendo al divieto con un rifiuto più generalizzato della scuola, potrebbe essere il segnale di qualcosa di più ampio. Leggi cosa fare quando un adolescente perde motivazione a scuola o i segnali d'allarme quando un figlio non studia più.
Il divieto e il voto in condotta: il collegamento indiretto
La Legge 150/2024 sulla valutazione del comportamento non cita mai "smartphone" o "cellulare". Il divieto di portare il telefono in classe viene dalle circolari ministeriali; la legge sulla condotta è uno strumento separato che regola la valutazione del comportamento in generale.
Il collegamento è indiretto: se tuo figlio viene richiamato ripetutamente per l'uso del cellulare, quei richiami entrano nel registro disciplinare, che è uno degli elementi considerati nel giudizio complessivo di condotta. Una violazione isolata, gestita e non reiterata, non porta automaticamente a un 6 in condotta né a conseguenze sull'ammissione. Una serie di infrazioni sistematiche, invece, può avere un peso reale. Vale la pena dirlo con chiarezza a tuo figlio.



