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Open day scolastico 2027: le 5 domande da fare per scegliere la scuola giusta

Guida pratica all'open day scolastico 2027: 5 domande concrete da porre, cosa osservare e come confrontare le scuole prima delle iscrizioni 2027/28.

Open day scolastico 2027: le 5 domande da fare per scegliere la scuola giusta
In questa guida 4 sezioni
  1. Quando si tengono gli open day e dove trovarli
  2. Le 5 domande da fare all'open day
  3. Come scegliere l'indirizzo giusto
  4. Se si è già stati bocciati: le opzioni concrete

Finisce la visita guidata, si prendono i depliant, si annuisce educatamente. Poi, in macchina, arriva la domanda: «Ok, ma abbiamo davvero capito cosa abbiamo visto?»

È la sensazione tipica di chi esce da un open day senza una lista di cose da controllare. Le scuole sono brave a mostrare il meglio: i laboratori, i progetti, gli studenti sorridenti. Ma le domande che contano davvero non sono quelle che si trovano nei depliant. Questa guida serve a questo: arrivare alla visita con cinque domande in tasca, quelle che distinguono una scuola che funziona da una che funziona bene sul brochure.

Quando si tengono gli open day e dove trovarli

Le giornate porte aperte non seguono un calendario ministeriale. Ogni istituzione scolastica le organizza in piena autonomia (DPR 275/1999 sull'autonomia scolastica), e la finestra più comune è quella tra ottobre e dicembre, con la concentrazione maggiore a novembre, prima che le iscrizioni aprano a metà gennaio.

Per trovare le date di una scuola specifica, il punto di partenza è sempre il sito ufficiale dell'istituto. Un altro strumento utile è Scuola in Chiaro, il portale del MIM che raccoglie l'anagrafica delle scuole: permette di trovare l'indirizzo e i recapiti di un istituto sul territorio, anche se non mostra le date degli open day.

Un avvertimento pratico: Scuola in Chiaro certifica l'esistenza di una scuola, non indica se è statale o paritaria. Per questo secondo dato occorre un percorso diverso, che spieghiamo sotto.

Le 5 domande da fare all'open day

1. «Il PTOF è disponibile? Posso scaricarlo?»

Il Piano Triennale dell'Offerta Formativa è il documento che ogni scuola è obbligata a pubblicare per legge (L. 107/2015). È la differenza tra quello che una scuola dice di fare e quello che si è impegnata formalmente a fare. Contiene i progetti curricolari ed extracurricolari, le metodologie didattiche, le risorse, i risultati degli anni precedenti.

Chiedere se il PTOF è disponibile è un segnale di trasparenza. Una scuola che lo consegna subito, già stampato o con un link aggiornato, è una scuola che non ha nulla da nascondere. Una che rimanda o dice «è sul sito, cercatelo» vale una nota mentale.

Attenzione: il PTOF ha durata triennale, ma viene rivisto annualmente. Prima di affidarsi al documento trovato online, controllare l'anno di riferimento in copertina. Non tutti gli istituti aggiornano la versione pubblicata in tempo.

2. «Come si svolgono le attività di formazione scuola-lavoro?»

Fino a qualche anno fa si chiamavano PCTO. Dal Decreto Legge 127/2025, convertito con la Legge 164/2025, la dizione corretta è attività di formazione scuola-lavoro.

La domanda serve a capire se la scuola ha partner reali nel territorio, se le esperienze sono strutturate o improvvisate, se gli studenti escono con un bagaglio concreto. Per chi si orienta verso un istituto tecnico, settore Economico o settore Tecnologico (il cosiddetto "ITIS", denominazione di legge: "Istituto Tecnico settore Tecnologico", DPR 88/2010), questa risposta è particolarmente indicativa del collegamento con il mondo del lavoro.

3. «Qual è il tasso di ammissione alla classe successiva?»

I dati del MIM sugli scrutini 2024/25 dicono che il 76,6% degli studenti delle secondarie di secondo grado è stato ammesso alla classe successiva, il 17,8% ha avuto una sospensione del giudizio (debiti) e il 5,6% non è stato ammesso. Per tipo di scuola: gli istituti tecnici hanno il tasso di sospesi più alto (22,8%), seguiti dai licei (15,9%) e dai professionali (14,4%). Fonte: comunicato MIM del 4 agosto 2025.

Questi dati sono nazionali: non esistono dati pubblici scuola per scuola pubblicati dal MIM. Se all'open day la dirigenza mostra statistiche interne, sono dati auto-dichiarati, non validati da fonti esterne. Il valore di questa domanda è nella risposta: una scuola che risponde con cifre e le contestualizza merita più credito di una che risponde «lavoriamo molto con gli studenti in difficoltà» senza dati.

4. «C'è un tutor di orientamento scolastico?»

Le Linee guida sull'orientamento del MIM (DM 328/2022) prevedono un modulo di orientamento scolastico con un tutor dedicato. Chiedere se questo ruolo esiste e come funziona concretamente ha due utilità: capire quanto la scuola accompagna lo studente nelle scelte future e verificare che stia attuando quanto previsto dalla normativa.

Non è necessario citare il decreto: basta chiedere come la scuola supporta gli studenti nelle scelte dopo il diploma, se c'è una figura di riferimento per l'orientamento e se ci sono attività dedicate in quinta.

5. «Come funziona l'iscrizione? Usate la Piattaforma Unica?»

Le iscrizioni alle scuole secondarie di secondo grado per l'anno scolastico 2027/28 avvengono tramite la Piattaforma Unica del MIM, accessibile da unica.istruzione.gov.it. Le iscrizioni aprono tipicamente a metà gennaio: le date precise vengono comunicate ogni anno con circolare MIM, di solito a dicembre. Per le date ufficiali, il riferimento è sempre il portale `unica.istruzione.gov.it`.

Le scuole statali sono obbligate alla piattaforma; le scuole paritarie aderiscono in modo autonomo. Se si sta visitando una paritaria, è fondamentale chiedere direttamente come gestisce le iscrizioni: alcune usano la piattaforma, altre hanno procedure proprie. Non dare per scontato di trovarla sul portale a gennaio.

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Come verificare se una scuola è paritaria o statale: le scuole paritarie fanno parte del sistema nazionale di istruzione e rilasciano titoli con valore legale (L. 62/2000). Per verificare la parità di un istituto specifico, il percorso corretto è il provvedimento di parità rilasciato dall'Ufficio Scolastico Regionale (USR) o il dataset open data del MIM sulle scuole paritarie. Scuola in Chiaro non lo dice.

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Come scegliere l'indirizzo giusto

Una volta capito come funziona una scuola, la domanda più importante resta quale indirizzo scegliere.

Liceo classico, scientifico, linguistico, artistico o scienze umane? Istituto tecnico settore Tecnologico o settore Economico? Istituto professionale? Sono percorsi con strutture, carichi di studio e sbocchi molto diversi. La scelta va fatta in base a chi si vuole diventare dopo, non solo alle materie preferite adesso.

Su questo il blog ha un articolo dedicato: Come scegliere l'indirizzo scolastico.

Se invece il confronto è tra tecnico e liceo, c'è un'analisi più specifica: Istituto tecnico o liceo: come scegliere.

Un dato che vale per tutti gli indirizzi: tutti i diplomi quinquennali di secondo grado, senza eccezioni, danno accesso a tutti i corsi di laurea. Non esistono restrizioni normative tra tipo di diploma e facoltà universitaria.

Se si è già stati bocciati: le opzioni concrete

L'open day è anche il momento in cui alcune famiglie si trovano a fare i conti con una bocciatura dell'anno scorso o con un percorso che non ha funzionato. In questo caso, oltre alla scelta della scuola, esiste la possibilità di recuperare gli anni persi attraverso gli esami di idoneità.

Il recupero permette di completare fino a due anni di corso in ogni singolo anno scolastico (DM 218 dell'11 novembre 2025, art. 4 comma 1): non è una scorciatoia, ma un percorso di studio strutturato che porta all'esame davanti a una commissione esaminatrice di un istituto statale o paritario.

Per capire come funziona concretamente: Scopri come funziona il recupero anni

Hai domande specifiche sul percorso giusto per tuo figlio o figlia? Puoi anche contattarci per un confronto gratuito →. LaScuola360 prepara agli esami; il titolo di studio viene rilasciato dall'istituto scolastico sede d'esame, soggetto terzo e indipendente.

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