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Genitori e figli

Mio figlio ha BES ma non DSA: cos'è il Piano Didattico Personalizzato e chi può chiederlo

Il PDP per BES non certificato non è un diritto automatico: decide il consiglio di classe. Cosa può fare un genitore, come funziona, cosa cambia rispetto al DSA.

Mio figlio ha BES ma non DSA: cos'è il Piano Didattico Personalizzato e chi può chiederlo
In questa guida 8 sezioni
  1. Cos'è il BES: le tre aree che spesso si confondono
  2. DSA certificato e BES non certificato: una differenza che conta
  3. Il PDP per BES non certificato: chi decide e come funziona
  4. Cosa può fare il genitore
  5. Il rinnovo annuale e la continuità del percorso
  6. All'esame di maturità
  7. Quando il PDP non basta: percorso scolastico alternativo
  8. In sintesi

La maestra ha detto che forse tuo figlio ha dei "bisogni educativi speciali". La psicologa ha scritto qualcosa nella relazione, ma non è una diagnosi di DSA. A casa fa fatica, a scuola va a rilento, e tu non sai bene cosa puoi chiedere, a chi, e con quali speranze realistiche di essere ascoltata.

Il Piano Didattico Personalizzato, il PDP, è lo strumento che in molti casi viene proposto. Capire chi ha diritto ad averlo e chi può solo richiederlo richiede di fare ordine in una materia dove i malintesi circolano facilmente.

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Cos'è il BES: le tre aree che spesso si confondono

"BES" è l'acronimo di Bisogni Educativi Speciali. Non è una diagnosi clinica: è un'etichetta pedagogica che, secondo la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012, descrive qualunque alunno che "con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali".

La direttiva divide i BES in tre macro-aree:

  1. Disabilità certificata, coperta dalla Legge 104/1992. Il documento è il PEI (Piano Educativo Individualizzato), non il PDP. Solo qui si ha diritto all'insegnante di sostegno.
  1. Disturbi evolutivi specifici, tra cui i DSA (dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia), coperti dalla Legge 170/2010. Il PDP è obbligatorio per legge: è un diritto pieno del bambino.
  1. Svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale: bambini che arrivano da contesti difficili, che non parlano ancora bene l'italiano, che vivono situazioni familiari complicate. Nessuna legge specifica li copre in modo diretto.

È la terza area, e in parte la seconda quando la diagnosi non porta a una certificazione formale, quella dove il PDP è possibile ma non garantito.

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DSA certificato e BES non certificato: una differenza che conta

Se tuo figlio ha una diagnosi di DSA rilasciata da un'unità di neuropsichiatria infantile del servizio sanitario nazionale o da un soggetto accreditato dalla regione, il PDP è obbligatorio. La scuola deve farlo: è la legge. In questo caso, parla con il referente DSA dell'istituto e, se hai bisogno di capire meglio il percorso, leggi la nostra guida dedicata ai DSA e alla fatica scolastica.

Se invece c'è una difficoltà concreta, forse anche una valutazione di uno specialista, ma senza una certificazione L.104 né una certificazione DSA L.170, la situazione giuridica è diversa. Il genitore può chiedere il PDP, ma non può pretenderlo.

La Nota MIUR prot. 2563 del 22 novembre 2013 è esplicita: "il Consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione". Questo vale anche quando il genitore porta a scuola una valutazione di uno specialista privato.

Un altro punto su cui vale la pena fermarsi: una diagnosi non è una certificazione. La stessa nota ministeriale spiega la distinzione in modo tecnico. La certificazione è un documento con valore legale che attesta il diritto a misure previste da leggi specifiche. La diagnosi è un giudizio clinico che attesta la presenza di una condizione. Portare una diagnosi privata a scuola non obbliga il consiglio di classe ad attivare il PDP, ma può orientare la sua valutazione.

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Il PDP per BES non certificato: chi decide e come funziona

Il Piano Didattico Personalizzato per un alunno con BES non certificato si attiva su delibera del Consiglio di Classe. Non è un modulo che compila la singola insegnante: coinvolge tutti i docenti, il dirigente scolastico (o un suo delegato) e la famiglia, che firma il documento insieme alla scuola.

La Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 dice che è compito "doveroso" dei consigli di classe "indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica". La parola doveroso si riferisce al valutare, non all'attivare. La scuola deve guardare la situazione e ragionare su di essa; non deve necessariamente produrre un PDP.

Il PDP può contenere strumenti compensativi (mappe, dizionari, programmi per la sintesi vocale) e misure dispensative (riduzione delle verifiche scritte, tempi aggiuntivi). C'è però un limite preciso fissato dalla stessa CM 8/2013: senza una diagnosi clinica specifica, non si può accedere alla dispensa dalla prova scritta di lingua straniera. È un aspetto che sorprende spesso i genitori.

Per i casi di svantaggio socioeconomico o linguistico, le misure hanno per legge "carattere transitorio": non sono equiparabili, nella stabilità e nell'intensità, alle tutele garantite dalla Legge 170 per i DSA.

Il PDP vale per un anno scolastico e va rinnovato. Non segue automaticamente lo studente nell'anno successivo: ogni anno il consiglio di classe delibera di nuovo.

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Cosa può fare il genitore

Non avere un diritto automatico non significa essere senza strumenti. Il genitore può mettere per iscritto le osservazioni fatte a casa, in cosa fa fatica il figlio, da quanto tempo, se ci sono stati cambiamenti, e condividerle con gli insegnanti. Non serve un tono tecnico, serve essere precisi.

Può anche chiedere un incontro con il consiglio di classe nel suo insieme, non solo il colloquio individuale con il singolo docente. Se c'è una valutazione di un neuropsichiatra, di uno psicologo o di un altro specialista, è utile consegnarla alla scuola anche se non si tratta di una certificazione formale. La nota ministeriale 2563/2013 prevede esplicitamente "la presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi" come uno dei casi in cui il consiglio valuta il PDP.

Il consiglio di classe può decidere di non attivare il PDP e in quel caso deve motivarlo per iscritto nel verbale. Può anche attivarlo senza nessuna documentazione clinica, sulla sola base di una valutazione pedagogica propria. Una difficoltà ordinaria, uno scoglio in matematica o qualche difficoltà di attenzione in certi momenti, non è sufficiente. Lo dice chiaramente la nota ministeriale: "la rilevazione di una mera difficoltà di apprendimento non dovrebbe indurre all'attivazione di un percorso specifico con la conseguente compilazione di un Piano Didattico Personalizzato".

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Il rinnovo annuale e la continuità del percorso

Ogni anno, all'inizio del nuovo anno scolastico, il consiglio di classe aggiorna o rinnova il PDP. È il momento in cui si valuta cosa ha funzionato, cosa va modificato, se le misure sono ancora adeguate alla situazione dello studente.

Per il genitore, questo significa che la relazione con la scuola va tenuta attiva nel tempo. Un PDP attivato in seconda media va ridiscusso, motivato di nuovo e firmato di nuovo in terza. Il documento serve anche come traccia di lavoro per gli insegnanti dell'anno successivo, anche in caso di cambi di docente. Se tuo figlio cambia scuola, vale la pena chiedere che il PDP venga incluso nel fascicolo che accompagna il trasferimento.

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All'esame di maturità

Il Decreto Legislativo 62/2017, che regola gli esami di Stato, non contiene norme specifiche per gli studenti con BES non certificati. Lo conferma la nota ministeriale del 2019 (prot. 562/2019): le disposizioni per questi studenti all'esame arrivano dall'ordinanza ministeriale annuale, non da una legge strutturale.

Le ordinanze annuali degli esami prevedono di norma disposizioni specifiche per gli studenti con BES; per sapere cosa è previsto per l'anno in corso, occorre verificare con la scuola le indicazioni dell'ordinanza vigente. Quali strumenti saranno disponibili dipende da cosa prevede l'ordinanza di quell'anno e da come il consiglio di classe documenta la situazione nel PDP dell'ultimo anno.

Avere un PDP aggiornato e firmato nell'anno dell'esame è il punto di partenza. Chi non ce l'ha non ha nulla da portare in commissione.

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Quando il PDP non basta: percorso scolastico alternativo

Ci sono situazioni in cui le difficoltà scolastiche vanno oltre ciò che il PDP riesce a supportare: anni persi, un percorso interrotto, la necessità di ricominciare da un punto diverso.

Se tuo figlio ha perso anni scolastici e vuoi capire se esiste un percorso per recuperarli, LaScuola360 offre una consulenza gratuita per valutare la situazione specifica. Il nostro compito è preparare agli esami di recupero; il titolo lo rilascia l'istituto scolastico sede d'esame, soggetto terzo rispetto a noi. Parla con un consulente.

Per capire come funziona il percorso prima di chiamare, puoi leggere cosa prevede il servizio di recupero anni scolastici e come si contano le frequenze minime a scuola. Spesso la soglia delle assenze è già un segnale che i genitori non colgono in tempo.

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In sintesi

| Situazione | Documento | Chi decide | Obbligatorio? | |---|---|---|---| | Disabilità certificata L.104 | PEI + sostegno | CdC con specialisti | Sì, per legge | | DSA certificato L.170 | PDP | CdC | Sì, per legge | | BES non certificato | PDP | CdC in autonomia | No, discrezionale | | Difficoltà ordinaria | - | CdC | Non previsto |

Capire in quale riga si trova la situazione di tuo figlio è il primo passo. Poi si può lavorare con la scuola, con gli specialisti, e se serve con un percorso esterno.

Fonti: Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 · Circolare Ministeriale n. 8/2013.pdf/c843baa1-6c9c-0c90-1ac9-8373b44762f7) · Nota MIUR prot. 2563/2013 · Nota MIM prot. 562/2019

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