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Esami e Maturità

Esami di settembre: come funzionano davvero le prove per la sospensione del giudizio

Ragazzo delle superiori che studia al tavolo della cucina di casa in una mattina di fine agosto

In breve

  • Secondo l'ultimo dato definitivo del Ministero (a.s. 2022/2023, dal primo al quarto anno), su 100 studenti con il giudizio sospeso 92 vengono ammessi dopo lo scrutinio integrativo: il recupero riesce a più di nove studenti su dieci
  • Non esiste una data nazionale: il calendario lo fissa il collegio dei docenti della tua scuola, e l'unico termine davvero invalicabile è l'inizio delle lezioni
  • Il "massimo tre materie" non è una regola: la norma parla di "una o più discipline" senza alcun tetto, il limite lo decide ogni istituto

Ad agosto arriva la lettera della scuola con le materie da recuperare, e con lei arrivano dieci domande a cui nessuno risponde in modo chiaro. Quando si fa la prova? È scritta o orale? Se va male è finita? Questa guida risponde con la norma alla mano, e distingue due cose che di solito vengono confuse: quel poco che è stabilito per legge uguale in tutta Italia, e tutto il resto, che decide il singolo istituto.

Quante persone si trovano in questa situazione?

Molte più di quante immagini. Nell'ultimo anno scolastico concluso, il 2024/2025, il 17,8% degli studenti delle superiori ha chiuso giugno con il giudizio sospeso: quasi uno su cinque (dati del Ministero rilevati al 30 luglio 2025). Nei licei la quota scende al 15,9%, negli istituti tecnici sale al 22,8%.

Dopo due anni di calo il dato è tornato a salire, dal 16,9% dell'anno precedente, riportandosi ai livelli di inizio decennio. È un fenomeno stabile e diffusissimo, non un'emergenza che peggiora.

Quanti riescono davvero a recuperare?

Questa è la domanda che tiene sveglie le famiglie, e la risposta è molto più incoraggiante di quello che si legge in giro. Per saperlo bisogna guardare un po' più indietro, perché l'esito definitivo il Ministero lo pubblica con un paio d'anni di ritardo. La fotografia completa più recente riguarda il 2022/2023: allora i sospesi erano il 17,6%, praticamente la stessa quota di oggi, e di loro il 92% è stato ammesso alla classe successiva dopo lo scrutinio integrativo. Non ce l'ha fatta l'8%.

Il dato copre le scuole statali e paritarie, dal primo al quarto anno (per il quinto la sospensione non esiste, c'è l'ammissione o la non ammissione all'esame di Stato). Detto in un altro modo: più di nove studenti su dieci con il giudizio sospeso passano.

Vale la pena fermarsi un secondo su questo numero, perché in rete circola da anni una cifra molto più cupa, secondo cui uno studente su tre non supererebbe le prove. Non risulta da nessuna fonte ufficiale, e il dato del Ministero dice l'esatto contrario.

Il rischio però non è uguale per tutti. Elaborando i dati ministeriali per tipo di scuola, tra chi ha il giudizio sospeso non ce la fa circa il 7% nei licei, circa l'8-9% nei tecnici e circa il 10% nei professionali. (Elaborazione LaScuola360 su dati MIM, Ufficio di Statistica, a.s. 2022/2023.)

Quando si fanno esattamente le prove?

Qui casca il primo grande equivoco. Non esiste una data nazionale, e non esiste nemmeno una scadenza secca al 31 agosto, per quanto la si legga ovunque.

La norma operativa è l'ordinanza ministeriale 92 del 2007, che all'articolo 8 stabilisce che il recupero, le verifiche e le valutazioni finali si svolgono "entro la fine dell'anno scolastico di riferimento" e comunque devono concludersi, "improrogabilmente, entro la data di inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo". Il famoso 31 agosto compare in un altro decreto dello stesso periodo, ma come indicazione "di norma", esplicitamente derogabile per esigenze organizzative.

Il calendario concreto lo fissa il collegio dei docenti della tua scuola, mentre l'organizzazione delle singole prove spetta al consiglio di classe. Nella pratica quasi tutti gli istituti si muovono tra la fine di agosto e i primissimi giorni di settembre, ma la data la trovi solo nella circolare del tuo istituto. Se non l'hai ricevuta, chiedila in segreteria e fattela dare per iscritto.

La prova è scritta o orale?

Dipende, e non è una risposta evasiva: è letteralmente quello che dice la norma. Le modalità sono deliberate dal consiglio di classe che, in base alla natura della materia, può prevedere verifiche "scritte o scrittografiche e/o orali".

Quindi in matematica ti aspetterai probabilmente uno scritto, in storia un orale, in una lingua straniera magari tutti e due. Ma nessuna di queste è una regola: chi ti dice che "si fa sempre scritto e orale" sta generalizzando la prassi della propria scuola. Anche questa informazione sta nella circolare del tuo istituto.

Chi decide se sei promosso?

Non l'insegnante della materia da solo, e non solo la prova. La decisione spetta al consiglio di classe nella stessa identica composizione di quello che ha fatto lo scrutinio di giugno, riunito in quella che si chiama integrazione dello scrutinio finale.

E qui c'è un dettaglio che conviene conoscere, perché gioca a favore di chi si è impegnato: la valutazione non guarda soltanto il compito del giorno della prova. La norma è esplicita nel chiedere di tenere conto dei risultati "non soltanto in sede di accertamento finale, ma anche nelle varie fasi dell'intero percorso dell'attività di recupero". La delibera finale si basa su una "valutazione complessiva dello studente". Tradotto: essere andati ai corsi, aver consegnato, aver mostrato progressi, tutto questo pesa.

L'esito viene poi pubblicato all'albo dell'istituto con la sola indicazione "ammesso" oppure "non ammesso". Nel primo caso compaiono anche i voti di tutte le materie, mentre a giugno all'albo era comparsa soltanto la dicitura "sospensione del giudizio", senza alcun voto.

Con quante insufficienze scatta la sospensione? Il "massimo tre materie" è vero?

No, e questo è forse il mito più diffuso di tutti. La norma di riferimento parla di studenti che non hanno raggiunto la sufficienza "in una o più discipline", senza indicare alcun tetto numerico.

Il limite delle tre materie esiste, ma è una prassi che ogni collegio dei docenti stabilisce nei propri criteri di valutazione. Può essere tre nella scuola di tuo cugino e due nella tua, e in entrambi i casi è legittimo. Quello che conta davvero, di nuovo, sono i criteri deliberati dal tuo istituto, che sono un documento pubblico e puoi chiedere di consultare.

Va aggiunta una novità che riguarda proprio quest'anno. La cornice normativa è del 2009, ma è stata aggiornata nell'autunno 2025: per l'ammissione diretta alla classe successiva ora serve un voto di condotta superiore a sei decimi, mentre nelle materie resta sufficiente il sei pieno (DPR 122/2009, artt. 4 e 7, come modificati dal DPR 8 agosto 2025 n. 135). Con esattamente 6 in comportamento il giudizio viene sospeso e allo studente viene assegnato un elaborato critico di cittadinanza attiva e solidale. Settembre 2026 è la prima volta in assoluto che questo meccanismo si applica alle classi intermedie, quindi nemmeno le segreterie hanno una prassi consolidata: se riguarda tuo figlio, chiedi tempi e modalità di consegna per iscritto e non fidarti del passaparola.

Cosa è obbligata a comunicarti la scuola?

Molto più di quanto le famiglie di solito pretendano. Subito dopo lo scrutinio di giugno la scuola deve comunicare per iscritto cinque cose precise:

  1. le materie in cui non è stata raggiunta la sufficienza;
  2. le carenze specifiche rilevate dai docenti, non un generico "insufficiente";
  3. i voti proposti in sede di scrutinio in quelle materie;
  4. gli interventi di recupero attivati dalla scuola;
  5. le modalità e i tempi delle verifiche.

Se la lettera che hai ricevuto è vaga su uno di questi punti, hai pieno diritto di chiedere l'integrazione. Sapere qual è la carenza precisa cambia completamente il modo di studiare durante l'estate: recuperare "matematica" è un'impresa vaga, recuperare le disequazioni di secondo grado è un obiettivo.

Sei obbligato a frequentare i corsi di recupero della scuola?

La regola generale è che sì, la frequenza è obbligatoria per gli studenti destinatari degli interventi. Ma esiste un'eccezione precisa, ed è molto usata.

I genitori possono decidere di non avvalersi delle iniziative organizzate dalla scuola, per esempio perché preferiscono una preparazione individuale o un tutor. In quel caso però devono comunicarlo formalmente alla scuola, e resta fermo l'obbligo per lo studente di sottoporsi comunque alle verifiche. Non è un salto: è una scelta che va messa nero su bianco.

Sui corsi organizzati dall'istituto, la norma indica una durata "di norma" non inferiore a 15 ore per ciascuna azione di recupero. È un'indicazione di massima, non un minimo rigido, e ogni scuola la organizza a modo proprio.

Se recuperi, perdi il credito scolastico?

No, e questa è una preoccupazione molto comune tra chi frequenta il terzo e il quarto anno. Se la valutazione in sede di integrazione dello scrutinio è positiva, il consiglio di classe attribuisce anche il credito scolastico, nella stessa seduta. Il credito ti spetta: quello che cambia, semmai, è la fascia di punteggio, che dipende dalla media dei voti definitivi.

E se la prova va male?

L'esito negativo significa non ammissione alla classe successiva, deliberata dal consiglio di classe e pubblicata all'albo. Non è un automatismo però: anche in questo caso la delibera si fonda su una valutazione complessiva, non sul singolo voto.

Da lì in avanti si aprono strade diverse a seconda dell'età, dell'anno di corso e di quanto tempo si è disposti a investire. Ripetere l'anno è la più semplice, ma non è l'unica: c'è anche l'esame di idoneità, che permette di rientrare in pari l'anno successivo (con un limite preciso che la legge fissa in massimo due anni), e c'è il passaggio a un altro indirizzo. Le abbiamo confrontate una per una nella guida su cosa fare dopo una bocciatura a settembre, che è il posto giusto dove andare se stai già ragionando sul dopo.

Sul ricorso al TAR una precisazione doverosa: si può fare, ma prima di qualunque decisione il passo concreto è un altro e non costa nulla. Si chiede alla scuola l'accesso agli atti, cioè i verbali dello scrutinio e le prove corrette, per capire su quali basi si è deciso. Se poi si vuole procedere, i termini sono stretti e hanno regole proprie (ad agosto i termini processuali sono sospesi per legge), quindi il calcolo va fatto insieme a un avvocato e non da soli.

Come si organizza un'estate di recupero che funziona

Le settimane utili sono poche e il tempo si consuma in fretta. Poche cose, in ordine di importanza.

Parti dalla carenza specifica, non dalla materia intera. La lettera della scuola ti dice esattamente su cosa verterà la verifica, e concentrarsi lì rende molto di più che riaprire tutto il programma.

Chiedi in segreteria che forma avrà la prova: prepararsi a un orale e trovarsi davanti un compito scritto è un rischio che si evita con una domanda sola.

Non aspettare gli ultimi dieci giorni. Il consiglio di classe valuta anche il percorso, quindi arrivare con un lavoro fatto lungo l'estate conta davvero.

Se in casa vi accorgete che le carenze sono più profonde di quello che una ripassata estiva può sistemare, ha senso guardare al quadro intero invece che alla singola prova. Noi prepariamo studenti al recupero con un percorso individuale e tutor dedicati: il 97% dei nostri studenti viene promosso, e la garanzia "Promosso o Ripreparato" copre chi ha bisogno di un secondo tentativo. LaScuola360 prepara agli esami; il titolo di studio lo rilascia l'istituto scolastico sede d'esame, che è un soggetto terzo rispetto a noi, senza legami di gestione né comunanza di interessi. Se vuoi capire da dove partiresti nel tuo caso specifico, una consulenza gratuita chiarisce la situazione in mezz'ora, senza impegno.

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Domande frequenti

Quando si fanno gli esami di settembre per la sospensione del giudizio?

Non c'è una data valida per tutta Italia. Il calendario lo stabilisce il collegio dei docenti di ogni scuola: nella pratica le prove si tengono tra fine agosto e i primi giorni di settembre, e devono comunque concludersi improrogabilmente prima dell'inizio delle lezioni. La data esatta è nella circolare del tuo istituto.

Gli esami di recupero sono scritti o orali?

Li decide il consiglio di classe in base alla materia. La norma consente verifiche scritte, "scrittografiche" o orali, anche combinate, quindi non esiste una forma obbligatoria uguale ovunque.

È vero che si viene bocciati con più di tre insufficienze?

No, non come regola nazionale. La norma parla di "una o più discipline" senza alcun limite numerico. Il tetto delle tre materie, dove esiste, è un criterio deliberato dal collegio dei docenti della singola scuola.

Quanti studenti non superano le prove di settembre?

Secondo l'ultimo dato definitivo del Ministero (anno scolastico 2022/2023), su 100 studenti con il giudizio sospeso 92 sono stati ammessi alla classe successiva e 8 no.

Sono obbligato a seguire i corsi di recupero della scuola?

Di regola sì. La famiglia può però scegliere di non avvalersene, a due condizioni: comunicarlo formalmente alla scuola e sapere che la verifica finale resta comunque obbligatoria.

Cosa succede se non mi presento alla verifica?

La norma non disciplina espressamente l'assenza. Nella pratica ogni scuola la regola nella propria circolare interna, e un'assenza non giustificata viene di solito trattata come mancato recupero. Chiedi in segreteria come si comporta il tuo istituto e giustifica sempre per iscritto, con certificato medico se si tratta di malattia.

Se recupero a settembre prendo lo stesso il credito scolastico?

Sì. Per il terzo e il quarto anno il consiglio di classe attribuisce il credito scolastico nella stessa seduta di integrazione dello scrutinio, in caso di valutazione positiva.

Il giudizio sospeso si vede all'albo?

A giugno all'albo compare soltanto la dicitura "sospensione del giudizio", senza i voti. I voti di tutte le materie vengono pubblicati solo dopo lo scrutinio integrativo, insieme all'esito.

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