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Esami e normativa

Colloquio orale maturità 2026: come funziona, quanto vale e come prepararsi

Come si svolge il colloquio orale della maturità: struttura in 5 fasi, punteggio, commissione e differenze per i candidati esterni. Guida aggiornata all'OM 54/2026.

Studente in piedi davanti a una commissione scolastica durante il colloquio orale della maturità
In breve
  • Il colloquio vale 20 punti su 100
  • Inizia con la tua riflessione personale, non con un documento della commissione
  • Le quattro discipline le sceglie il Ministero ogni anno con un decreto
  • I candidati esterni seguono la stessa struttura
  • Serve 60/100 per passare, non c'è una soglia minima per il solo orale
In questa guida 7 sezioni
  1. Cosa cambia dal 2026: non parte più la commissione, parti tu
  2. Le cinque fasi del colloquio
  3. Quanto vale il colloquio — e come viene valutato
  4. Chi ti esamina: la composizione della commissione
  5. Se sei un candidato esterno: cosa cambia al colloquio
  6. Come si calcola il punto di partenza: il credito scolastico
  7. Come prepararsi al colloquio orale

Il colloquio orale è l'ultima prova dell'esame di Stato. È anche quella su cui circolano più informazioni sbagliate: guide scritte anni fa, procedure cambiate nel frattempo, miti su soglie minime e durate che non esistono in nessuna norma.

Questa guida descrive il colloquio così com'è oggi, secondo le disposizioni dell'ordinanza ministeriale più recente (OM 54 del 26 marzo 2026). Vale per chi si prepara all'esame del 2027: la struttura resterà quasi certamente la stessa, mentre le quattro discipline cambieranno a gennaio 2027 — quando il Ministero pubblica ogni anno il relativo decreto.

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Cosa cambia dal 2026: non parte più la commissione, parti tu

Molte guide online descrivono ancora un colloquio che inizia con un documento scelto dalla commissione — un testo, un'immagine, un grafico — che il candidato deve commentare. Quella struttura non è più in vigore.

Dal 2026, l'OM 54/2026 all'articolo 22 comma 2 stabilisce che il colloquio «ha inizio con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente».

Sei tu ad aprire. Non la commissione.

Questo cambia il modo in cui ti prepari: non aspettarti di ricevere un materiale su cui improvvisare, ma costruisci in anticipo una narrazione coerente del tuo percorso.

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Le cinque fasi del colloquio

Il colloquio si articola in cinque momenti precisi, in questo ordine:

1. Riflessione sul percorso personale. Apri tu, raccontando il tuo percorso scolastico e personale. Puoi fare riferimento al tuo Curriculum dello studente (il fascicolo che hai compilato su Piattaforma Unica). Non è un monologo di venti minuti: è un'apertura che dà alla commissione i punti da approfondire.

2. Le quattro discipline. La commissione ti interroga sulle quattro materie individuate ogni anno dal Ministero con un decreto dedicato (per il 2025/26 il DM 13 del 29 gennaio 2026, per il 2026/27 il decreto sarà pubblicato entro gennaio 2027). L'obiettivo non è la ripetizione di contenuti: i commissari vogliono vedere se sai collegarli tra loro e argomentare con metodo.

3. Attività di formazione scuola-lavoro. Esponi — con una relazione o un elaborato multimediale — le esperienze che hai fatto nell'ambito delle attività di formazione scuola-lavoro. Non si chiama più PCTO: la dizione corretta, in vigore dal DL 127/2025, è proprio quella.

4. Educazione civica. La commissione verifica le competenze che hai maturato nell'insegnamento trasversale dell'educazione civica. Non c'è un commissario designato solo per questo: viene valutata nel corso del colloquio, alla luce del curricolo del tuo istituto.

5. Discussione degli scritti. L'ultima parte è dedicata alle prove scritte: prima prova (italiano) e seconda prova (materia caratterizzante). È l'occasione per difendere le scelte fatte, spiegare un ragionamento o correggere un errore che la commissione ha rilevato.

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Quanto vale il colloquio — e come viene valutato

Il colloquio vale 20 punti su un totale di 100. Gli altri 80 si dividono così: 40 punti dal credito scolastico del triennio (12 al terzo anno + 13 al quarto + 15 al quinto) e 40 punti dalle due prove scritte (20 per ciascuna).

Per superare l'esame serve almeno 60/100 complessivi — non esiste alcuna soglia minima per il solo colloquio. Un colloquio andato male può essere bilanciato da un credito alto o da buoni voti agli scritti. Può anche trascinarti sotto il 60 se gli altri punteggi non reggono. Il risultato finale dipende dalla somma, non dal singolo pezzo.

La griglia con cui la commissione valuta il colloquio ha quattro indicatori da 5 punti ciascuno:

  • acquisizione dei contenuti e dei metodi delle quattro discipline;
  • capacità di collegare e rielaborare le conoscenze con padronanza lessicale;
  • grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità;
  • qualità dell'argomentazione critica e personale.

Se arrivi a 90 o più punti, la commissione può aggiungere fino a 3 punti integrativi (D.Lgs 62/2017 art. 18). La lode — "100 con lode", non 105 — si attribuisce all'unanimità solo a chi raggiunge il massimo senza aver usufruito dell'integrazione.

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Chi ti esamina: la composizione della commissione

La commissione che ti esamina al colloquio non è né tutta interna né tutta esterna. Per ogni classe la compongono cinque persone: due commissari interni (tuoi insegnanti), due commissari esterni e un presidente esterno all'istituto, come stabilisce l'OM 54/2026 all'articolo 12.

Sapere chi hai davanti non è una curiosità: i commissari interni ti conoscono, ma devono valutarti con gli stessi criteri con cui i commissari esterni valutano uno studente che vedono per la prima volta. Il presidente esterno garantisce l'uniformità del processo.

Le INVALSI non entrano nel punteggio e i commissari non vedono i tuoi risultati INVALSI durante il colloquio. Le prove standardizzate sono un requisito di accesso all'esame, non una componente del voto finale.

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Se sei un candidato esterno: cosa cambia al colloquio

Se ti sei preparato come privatista, il colloquio che sosterrai ha la stessa struttura di quello dei candidati interni: stesse cinque fasi, stesse quattro discipline, stesso punteggio di 20 punti.

Le differenze riguardano il contesto, non la prova in sé.

Il Curriculum dello studente. Come candidato esterno lo hai compilato tu su Piattaforma Unica prima dell'esame preliminare. La commissione riceve le prime tre sezioni; la quarta — quella con i dati INVALSI — viene integrata solo a esame concluso. È da questo fascicolo che partirà la tua riflessione iniziale.

Le attività di formazione scuola-lavoro. Non hai svolto queste attività in una scuola, ma la norma le ammette in forma "assimilabile": lavoro dipendente o autonomo, volontariato, stage, tirocini (DM 226/2024). Questo non elimina la fase dal colloquio: devi ugualmente prepararti a parlarne.

Il documento del consiglio di classe. Non esiste per i candidati esterni. La commissione si orienta sul tuo Curriculum.

Il divieto di conflitto d'interessi. Chi si è preparato presso una scuola paritaria non può sostenere l'esame di maturità in quella stessa scuola né in scuole con comunanza di interessi (OM 54/2026 art. 6 c. 2). Se ti sei preparato con un corso privato come LaScuola360, l'esame lo sostieni in un istituto pubblico o paritario che non ha nessun legame con chi ti ha preparato — ed è proprio quella sede, soggetto terzo e indipendente, a rilasciare il titolo.

Per approfondire il percorso completo dell'esterno, leggi la guida alla maturità da privatista e il dettaglio su come presentare la domanda da candidato esterno.

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Come si calcola il punto di partenza: il credito scolastico

Prima ancora del colloquio vale la pena capire da quanti punti parta. Il credito scolastico vale 40 punti e si accumula nel triennio. Se non sai come viene calcolato o vuoi verificare il tuo, la spiegazione dettagliata è in questo articolo su come si calcola il credito scolastico e il voto di ammissione.

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Come prepararsi al colloquio orale

La struttura del colloquio suggerisce un metodo preciso.

Costruisci il racconto del tuo percorso. La riflessione iniziale non si improvvisa. Ripensa ai momenti più significativi degli anni di scuola, ai progetti che hai seguito, alle difficoltà superate. Tieni sotto mano il tuo Curriculum dello studente: la commissione lo ha letto.

Studia i collegamenti tra le quattro discipline. Non basta sapere ogni materia a sé. La commissione vuole vedere se riesci a muoverti tra gli argomenti, a trovare fili conduttori, a ragionare invece di recitare. Esercitati a collegare un tema di storia con un testo letterario, una formula matematica con un'applicazione scientifica.

Prepara la presentazione delle attività di formazione scuola-lavoro. Se hai fatto uno stage, un progetto o qualsiasi attività riconducibile a questo ambito, organizza il racconto: cos'hai fatto, cosa hai imparato, come si collega al tuo percorso di studi.

Rileggi le prove scritte. Prima del colloquio sai già cosa hai consegnato. Rileggi le tracce che hai sviluppato e tieni pronte le argomentazioni per difendere le scelte fatte.

Le quattro discipline per l'esame del 2027 saranno pubblicate entro gennaio 2027 sul sito del Ministero dell'Istruzione e su Piattaforma Unica. Tieniti aggiornato su come leggere l'ordinanza della maturità per capire cosa cambia da un anno all'altro.

Se stai organizzando la preparazione da zero come privatista, trovi un metodo strutturato nell'articolo su come prepararsi all'esame da candidato esterno.

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