Certificazione delle competenze allegata al diploma: cosa dice la legge

In breve
- Due documenti distinti: obbligo di istruzione e diploma finale
- Le 8 competenze chiave europee certificate dalla scuola
- A cosa serve il documento e dove si conserva su UNICA
Indice dei contenuti
- In realtà sono due documenti: li conosci entrambi?
- Cosa certifica il documento del biennio?
- Chi riceve la certificazione dell'obbligo?
- A cosa serve questa certificazione nella pratica?
- E il curriculum allegato al diploma? Come funziona per chi sostiene l'esame come esterno?
- Cosa c'è dentro il curriculum che accompagna il diploma?
- Come si collegano questi documenti al percorso con LaScuola360?
- Hai ancora dubbi su questo documento?
# Certificazione delle competenze allegata al diploma: cosa dice la legge
Molti studenti la trovano in un cassetto anni dopo e si chiedono cosa sia. Un foglio con la firma del dirigente scolastico, alcune voci su "assi culturali" e "competenze chiave", nessuna spiegazione allegata. In altri casi la si aspetta insieme al diploma e non arriva, oppure arriva a fine anno senza che nessuno l'abbia mai nominata. Stesso disagio, cause diverse.
La confusione parte da un equivoco: la locuzione "certificazione delle competenze allegata al diploma" è usata in modi diversi nel linguaggio comune e in quello normativo, e spesso si parla di due documenti distinti come se fossero uno solo.
Questo articolo chiarisce di che cosa si tratta, quando viene rilasciata, da chi, e a cosa serve.
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In realtà sono due documenti: li conosci entrambi?
Il sistema scolastico italiano prevede due atti distinti che riguardano le competenze dello studente, rilasciati in momenti diversi da soggetti diversi.
Il primo è la certificazione delle competenze per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione. Viene emessa al termine del secondo anno della scuola secondaria di secondo grado, cioè quando lo studente ha concluso i dieci anni di istruzione obbligatoria (otto anni tra primaria e media, più i primi due anni di superiori). La redige il consiglio di classe in sede di scrutinio finale. La norma di riferimento è il DM 14 del 30 gennaio 2024 del MIM, che ha aggiornato i modelli precedenti e li ha armonizzati con la Raccomandazione europea del 2018 sulle competenze chiave.
Il secondo è il curriculum della studentessa e dello studente, allegato al diploma al termine dell'esame di Stato conclusivo. Questo documento è previsto dall'art. 21 del D.Lgs 62/2017: contiene il piano di studi con il monte ore di ciascuna disciplina, i livelli INVALSI, la certificazione della lingua inglese e le attività extrascolastiche rilevanti. Non è un atto autonomo della commissione d'esame, ma un documento che la segreteria scolastica consolida su UNICA, la piattaforma del MIM, e che accompagna il diploma.
I due documenti hanno scopi e basi normative diverse, e i momenti del rilascio non coincidono. Chi cerca "la certificazione allegata al diploma" di solito si aspetta il curriculum del secondo, ma il foglio che ha trovato nel cassetto è quasi sempre il primo.
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Cosa certifica il documento del biennio?
La certificazione dell'obbligo di istruzione attesta il livello raggiunto dallo studente nelle otto competenze chiave europee per l'apprendimento permanente, definite dalla Raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea del 22 maggio 2018 (CELEX: 32018H0604(01))).
Le otto competenze sono:
- Competenza alfabetica funzionale
- Competenza multilinguistica
- Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria
- Competenza digitale
- Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare
- Competenza in materia di cittadinanza
- Competenza imprenditoriale
- Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali
Nel certificato queste competenze sono descritte attraverso quattro assi culturali: l'asse dei linguaggi, l'asse matematico, l'asse scientifico-tecnologico e l'asse storico-sociale. Per ciascun asse il consiglio di classe indica il livello raggiunto (base, intermedio, avanzato).
Una cosa che passa spesso inosservata: il DM 9 del 2010, che ha istituito il modello originale, si basava sulla Raccomandazione europea del 2006. Il DM 14/2024 ha aggiornato quella struttura alla versione del 2018, che ha rivisto nomi e contenuti di alcune competenze. Se avete in mano un certificato vecchio di qualche anno, la terminologia può sembrare leggermente diversa per questa ragione.
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Chi riceve la certificazione dell'obbligo?
Ogni studente che ha assolto l'obbligo di istruzione frequentando un istituto scolastico statale o paritario la riceve automaticamente, senza richiesta, al termine dello scrutinio finale del secondo anno.
Dal 2024/25 il documento viene inserito nell'E-Portfolio orientativo personale delle competenze su UNICA, accessibile allo studente tramite SPID o CIE per tutta la vita scolastica. Non sostituisce il diploma: è un atto autonomo, separato, e non vale come titolo di studio.
Per i candidati che si presentano come privatisti, la situazione è meno definita. Il DM 14/2024 fa riferimento agli studenti delle istituzioni scolastiche statali e paritarie; se e come si applica ai candidati esterni che assolvono l'obbligo attraverso esami non è chiarito in modo esplicito dalla norma. Su questo punto conviene rivolgersi direttamente alla segreteria dell'istituto sede dell'esame: è la scuola che conosce la propria prassi e le circolari operative ricevute.
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A cosa serve questa certificazione nella pratica?
Il documento ha usi concreti, ma è utile sapere anche cosa non può fare.
Per l'orientamento scolastico e formativo descrive il profilo di competenze dello studente in modo standardizzato, leggibile da qualunque istituzione scolastica. Se uno studente cambia scuola, si iscrive a un percorso professionale o intende accedere ai centri per l'istruzione degli adulti (CPIA), il documento può essere richiesto come punto di partenza per costruire il Patto Formativo Individuale.
Per il riconoscimento dei crediti nei percorsi per adulti, i CPIA e le scuole serali che attivano percorsi di secondo livello possono riconoscere come crediti le competenze già certificate, riducendo il monte ore del percorso formativo. Il DPR 263/2012 prevede che il Patto Formativo Individuale tenga conto di saperi formali, non formali e informali documentati: la certificazione dell'obbligo è uno dei documenti formali rilevanti.
Poiché la struttura segue la Raccomandazione UE 2018, il documento è leggibile in linea teorica anche in altri sistemi scolastici europei. Non equivale a un titolo di studio e non produce effetti giuridici autonomi, ma documenta le competenze in un formato riconoscibile oltre confine.
Non dà accesso all'università (per quello serve il diploma di maturità). Non equivale al Supplemento al Diploma, che è uno strumento europeo riservato ai titoli terziari e post-diploma. Non sostituisce un CV Europass, che è un formato di autocertificazione: la certificazione scolastica è un atto pubblico della scuola, non una dichiarazione del singolo.
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E il curriculum allegato al diploma? Come funziona per chi sostiene l'esame come esterno?
Il curriculum della studentessa e dello studente, il documento che accompagna il diploma finale, funziona in modo diverso a seconda di come si è sostenuto l'esame di Stato.
Per chi ha frequentato regolarmente, il curriculum viene consolidato dalla segreteria scolastica prima dell'esame ed è già disponibile per la commissione. Dopo il diploma, lo studente lo trova nella propria area su UNICA.
Per chi sostiene l'esame come candidato esterno, percorso approfondito nell'articolo sulla maturità da privatista, il curriculum viene predisposto solo in caso di superamento dell'esame preliminare e ammissione all'esame di Stato. Lo studente accede all'E-Portfolio su UNICA con SPID o CIE, dopo che la scuola ha caricato i dati su SIDI.
Chi affronta il percorso come privatista, quindi, non riceve il curriculum insieme al diploma in modo automatico come gli studenti interni: è la progressione nell'esame che attiva la predisposizione del documento.
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Cosa c'è dentro il curriculum che accompagna il diploma?
Secondo l'art. 21 del D.Lgs 62/2017, il curriculum allegato al diploma riporta:
- le discipline del piano di studi e il monte ore complessivo di ciascuna
- i livelli raggiunti nelle prove INVALSI
- la certificazione della lingua inglese (se conseguita)
- le competenze e le conoscenze acquisite
- le attività extrascolastiche significative
- i percorsi di formazione scuola-lavoro (PCTO), dove previsti
Per chi lo legge dall'esterno, un datore di lavoro, un ente di formazione o un'università straniera, offre un quadro più articolato del solo voto di maturità.
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Come si collegano questi documenti al percorso con LaScuola360?
LaScuola360 affianca gli studenti nella preparazione agli esami: il diploma e i documenti che lo accompagnano li rilascia l'istituto scolastico statale o paritario presso cui si sostiene l'esame, soggetto terzo rispetto a LaScuola360 e senza alcun legame di gestione con noi. Questo vale sia per l'esame di idoneità al termine del biennio, approfondito nella guida su come funziona l'esame di idoneità, sia per l'esame di Stato conclusivo.
Il percorso di preparazione, i materiali, il supporto dei tutor e l'organizzazione dello studio sono il contributo di LaScuola360; la certificazione finale la rilascia l'istituzione scolastica che valuta lo studente. Se vuoi capire come funziona il percorso nella pratica, o verificare quali piani di preparazione sono disponibili, puoi iniziare da quella pagina. Il 97% dei nostri studenti viene promosso. La garanzia "Promosso o Ripreparato" è prevista nei piani Plus e Max: i dettagli e i prezzi aggiornati sono sulla pagina dedicata.
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Hai ancora dubbi su questo documento?
La certificazione delle competenze, sia quella del biennio sia il curriculum allegato al diploma, è più utile di quanto sembri, a patto di sapere cosa contiene e cosa non può fare.
Se stai valutando un percorso per recuperare anni scolastici o prepararti all'esame di Stato, la guida completa al recupero anni scolastici è il punto di partenza più utile. Se invece hai già chiarito il percorso e vuoi capire come organizzare lo studio, l'articolo su come diplomarsi a 40 anni racconta l'esperienza di chi ha ripreso da adulto.
Per domande specifiche sul proprio caso, incluse quelle sulla certificazione dell'obbligo in situazioni particolari, il modo più diretto è una consulenza gratuita con il team LaScuola360: trovi il form di contatto sul sito.
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