Bullismo a scuola: cosa fare come genitore
Il tuo figlio viene bullizzato. Ecco cosa fare domani mattina: segnalare alla scuola, attivare l'ammonimento, proteggere online. Guida pratica.

In questa guida 7 sezioni
Tuo figlio è tornato a casa e hai capito che qualcosa non va. Non si tratta di un litigio tra compagni. È la terza settimana che evita di parlarti della scuola, che stira le risposte, che una mattina non voleva alzarsi. E poi, magari per caso, hai scoperto cosa succede davvero.
Il primo istinto è chiamare i genitori del ragazzo che lo prende di mira. Aspetta. È esattamente quello che non devi fare.
Il secondo istinto è aspettare che si sistemi da solo. Anche quello: lascia perdere.
Quello che puoi fare, concretamente, comincia domani mattina. Questa guida ti dice esattamente come.
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Prima cosa: costruisci il fascicolo
Prima di entrare da chiunque — scuola, polizia, chiunque — hai bisogno di una documentazione. Non perché ti serva un avvocato, ma perché senza date e dettagli la tua segnalazione è vaga, e le risposte vaghe producono misure vaghe.
Apri un documento o un quaderno e annota:
- Data e orario di ogni episodio che conosci
- Dove è successo (corridoio, aula, palestra, online)
- Chi c'era — anche solo i nomi dei compagni presenti
- Cosa è successo — parole dette, gesti, foto o messaggi ricevuti
- Come stava tuo figlio dopo (evitava l'uscita? non dormiva? dolori fisici?)
Se ci sono screenshot di messaggi, foto, post — conservali subito, anche su un secondo dispositivo. I contenuti online spariscono.
Questo fascicolo non è per il giudice. È per te, per ricordare i dettagli quando sarai sotto pressione, e per dare alla scuola qualcosa di concreto su cui lavorare.
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Passo 1: vai alla scuola — e sai cosa chiedere
La scuola non è un favore che fa. Da quando è in vigore la Legge 71/2017, integrata dalla Legge 70/2024, ogni istituto ha obblighi precisi: un referente anti-bullismo nominato tra i docenti, un codice interno di prevenzione, e un dirigente scolastico che ha il dovere di informarti "tempestivamente" se viene a conoscenza di episodi che riguardano tuo figlio.
Come si fa la segnalazione:
- Prima: il coordinatore di classe — in modo informale, per mettere in moto il meccanismo. Racconta i fatti, lascia la data di contatto.
- Poi: il dirigente scolastico, per iscritto. Questo passaggio conta. Una mail o una lettera protocollata non scompare nel cassetto di un insegnante. Nella comunicazione scrivi: descrizione degli episodi con date, richiesta di apertura di un procedimento formale, e richiesta di ricevere un verbale scritto di quanto accertato.
Cosa puoi chiedere concretamente:
- Copia del verbale del Consiglio di classe che documenta l'episodio
- Convocazione dei genitori del responsabile
- Comunicazione delle misure disciplinari adottate (non puoi imporle, ma puoi chiederle)
- Piano di monitoraggio nei mesi successivi
Un punto che molti genitori non sanno: la scuola non ha l'obbligo di espellere il bullo. Il ventaglio di sanzioni disciplinari — dall'ammonizione verbale alla sospensione — è di competenza del Consiglio di classe, che valuta la gravità. Puoi chiedere un provvedimento adeguato, non pretendere uno specifico.
Se tuo figlio intanto non vuole andare a scuola, o manifesta ansia e paura della scuola, segnalalo esplicitamente nella lettera: gli effetti del bullismo sulla frequenza e sull'umore sono parte del quadro.
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Passo 2: se la scuola non basta — l'ammonimento del Questore
Molti genitori sentono parlare dell'ammonimento del Questore e pensano: "Sì, ma poi mio figlio finisce per star peggio" oppure "non voglio rovinare la vita a quel ragazzo."
Due chiarimenti:
L'ammonimento non crea fedina penale. È una misura amministrativa preventiva, non un procedimento penale. Il ragazzo che bullizza viene convocato in Questura insieme ad almeno un genitore, sente le conseguenze di ciò che ha fatto, e viene formalmente avvertito. Se la condotta si ripete, i suoi genitori rischiano una sanzione da 200 a 1.000 euro. Fine. Nessun casellario giudiziale, nessuna denuncia penale.
Come funziona:
- Lo richiedi tu, come genitore della vittima, a qualsiasi ufficio di Polizia (non serve andare necessariamente in Questura)
- Si applica ai ragazzi che hanno tra i 14 e i 17 anni: gli under-14 non sono soggetti a questo strumento, e a 18 anni cessa di essere applicabile
- Condizione essenziale: non devi aver già presentato querela o denuncia penale per gli stessi fatti. L'ammonimento e la denuncia si escludono a vicenda — l'ammonimento è il primo passo, non l'alternativa alla denuncia dopo che hai già denunciato
- Vale sia per episodi di cyberbullismo sia per bullismo fisico, da quando è entrata in vigore la L. 70/2024
Questa opzione è particolarmente utile quando la scuola ha già provato a intervenire senza risultati, ma gli episodi non hanno raggiunto la soglia del reato. È uno strumento reale, non burocratico, e funziona.
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Cyberbullismo: due strumenti in più
Se gli episodi avvengono online — messaggi, gruppi, foto diffuse senza consenso — hai a disposizione due strumenti aggiuntivi.
Rimozione dei contenuti online (art. 8 L. 71/2017): Scrivi al gestore della piattaforma (Instagram, TikTok, WhatsApp Web, il sito) indicando l'URL specifico del contenuto e chiedendo la rimozione entro 24 ore. Se non ricevi risposta entro 48 ore, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali. Non è un'opzione teorica: funziona, e le piattaforme rispondono.
Polizia Postale: Per tutto ciò che riguarda reati informatici su minori — estorsione online, foto intime diffuse senza consenso, profili falsi creati per danneggiare — il riferimento specifico è la Polizia Postale. Puoi presentarti allo sportello fisico o usare il portale ufficiale.
I dati ISTAT 2023 dicono che circa il 34% dei ragazzi tra 11 e 19 anni ha subito almeno un episodio di bullismo online. Non è un fenomeno secondario rispetto a quello fisico: spesso è più pervasivo perché non si ferma all'uscita da scuola.
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Scopri il tuo percorsoCosa non fare (e perché)
Le Linee Guida del Ministero dell'Istruzione lo dicono senza giri di parole: non confrontarti direttamente con i genitori del bullo. È controproducente e può diventare pericoloso. Anche se il tuo intento è solo quello di parlare, il confronto diretto tra genitori arriva quasi sempre dopo che le emozioni sono già alte, e raramente produce accordi. Produce discussioni, escalation, e a volte situazioni che tolgono credibilità alla tua segnalazione formale.
Altre cose da evitare:
- Minimizzare o rimandare la segnalazione ("vediamo come va settimana prossima")
- Incoraggiare tuo figlio a rispondere con la forza o a "fargliela pagare"
- Aspettarti che la scuola risolva senza che tu abbia messo nulla per iscritto
- Parlare in modo impreciso dei fatti: date, luoghi e nomi precisi fanno la differenza
Se i segnali che vedi in tuo figlio si sovrappongono a difficoltà scolastiche già presenti — ad esempio se ha una diagnosi DSA e fatica già a stare al passo — è ancora più importante che la segnalazione sia tempestiva, perché quei ragazzi sono statisticamente più esposti.
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Numeri a cui puoi chiamare oggi
114 Emergenza Infanzia — gratuito, attivo 24 ore su 24. Dal 2024 (L. 70/2024) è stato potenziato come servizio di prima assistenza psicologica e giuridica, e consulenza psicopedagogica, per le vittime di bullismo e le loro famiglie. Non è solo per emergenze acute: puoi chiamarlo anche solo per capire cosa fare.
Telefono Azzurro 1.96.96 — gratuito, h24, disponibile anche per genitori e adulti che vogliono capire come aiutare un figlio.
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Cosa fare se intanto tuo figlio abbandona la scuola
Il bullismo è tra le cause più frequenti di abbandono scolastico. Se ti accorgi che la situazione sta portando tuo figlio a staccarsi completamente dalla scuola — assenze che si accumulano, rifiuto di tornare, un rendimento che crolla — il problema non è più solo relazionale: è scolastico, e va affrontato su entrambi i fronti in parallelo.
In quel caso, oltre alla segnalazione formale, vale la pena capire quali alternative esistono per non perdere l'anno. Puoi chiedere una consulenza gratuita: contattaci e ti aiutiamo a vedere insieme il quadro completo.
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Nessuna parte di questo articolo costituisce consulenza legale. Gli strumenti descritti — ammonimento, segnalazione alla scuola, richiesta di rimozione contenuti — sono previsti dalla legge italiana vigente. Per situazioni specifiche, rivolgiti a un professionista o al 114.



